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Tra passato e presente la Pasqua vive, a Spoltore si accoglie la tradizione

Alcuni momenti importanti di questa festa

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Non c’è Pasqua senza tradizione: e che festa sarebbe a Spoltore senza alcuni appuntamenti che fanno parte della sua memoria storica ormai?

Ogni elemento caratterizzante che evidenzia la bellezza di questa festa, generalmente legata al ritorno della bella stagione, fa battere il cuore a chi la vive, e magicamente risveglia un orgoglio patriottico senza tempo, un grande senso di appartenenza ad una comunità, il desiderio di far conoscere le proprie origini e Spoltore, una realtà così vicina alla città di Pescara ma così innamorata delle proprie tradizioni vive nel periodo di Pasqua una rinascita spirituale non solo legata al rito cristiano.

Non solo è molto sentito l'appuntamento con la cucina che si fa particolarmente ricca per l'occasione come in tutti i territori, ma anche quello con il folklore perché dà senso a questo comune.

Ci si affretta a ripulire il forno a legna, rimasto in alcuni casi inutilizzato durante l’inverno perché situato in ambienti esterni e dunque troppo freddi, e l’odore del formaggio grattugiato appena comprato apre le danze alla buona cucina: non c’è Pasqua senza ‘fiadoni’ a Spoltore, da consumare in buona compagnia o da regalare, ma quel che è certo è che per giorni le strade del borgo e le case di campagna profumano di tradizione. Non mancano poi la “pupa” ed il “cavallo” da impreziosire anche con eleganza ed un tocco di ‘tempi moderni’.

Grande protagonista è l’uovo, ma a Spoltore acquisisce un diverso ruolo perché utilizzato nella mattina di Pasqua per un gioco noto come “Lu Scucchie”: coloro che partecipano alla gara si alternano due a due a colpire ognuno con il proprio uovo sodo variopinto quello dell'altro prima con una punta e poi con l'altra. Per avere successo nel gioco l'uovo deve essere tenuto stretto in mano, e i colpi devono essere molto leggeri, in modo da trovare il lato debole dell' uovo dell' avversario e non rompere il proprio. Vince l' uovo che non subisce lesioni e il proprietario perdente deve cedere il suo al vincitore. In caso di una rottura di ciascuno la gara finisce in parità e ciascun giocatore conserva il proprio uovo. Terminata la gara l'uovo rotto finisce nel cesto del vincitore, che potrà ‘contare’ il numero di sfide vinte.

Ma Spoltore è anche: “La Madonna che corre”. Sono due i comuni che hanno l'onore di ripetere da generazioni e generazioni l'appuntamento: Sulmona (L'Aquila) e Spoltore appunto, dov'è la famiglia De Amicis coinvolta dal 1918 ad organizzare questa antica tradizione di cui è fiera e che ogni anno attrae centinaia e centinaia di visitatori, non solo fedeli all’appuntamento ma anche semplici curiosi.

Alle ore 12 spoltoresi e non, si ritroveranno in piazza D'Albenzio per osservare la statua della Maria Maddalena che corre velocemente per dare l'annuncio della Resurrezione di Cristo alla Madre, ma solo al terzo tentativo quest'ultima si avvierà verso il centro della Piazza dove il velo luttuoso cadrà e una musica festosa annuncerà l'incontro con Cristo.

Nonostante un secolo circa di tradizione che si ripete l'incontro tra la Madonna e il Figlio Risorto regala ogni volta emozione e commozione; e non c’è Pasqua a Spoltore senza auguri, sorrisi ed una stretta di mano in piazza: anche questa è tradizione.

(Le foto relative a "Lu Scucchie" sono di Antonio D'Ettorre, fotografo di Spoltore) 

 

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