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Festa dell’unità nazionale e delle forze armate a Pianella, un pensiero particolare anche al cuore d'Italia colpito

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Questa mattina a Pianella l’Amministrazione Comunale ha celebrato la commemorazione dei “Caduti di tutte le guerre” in occasione della festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

A prendere parte alla cerimonia insieme all’ Amministrazione Comunale, l’Associazione cittadina dei Combattenti e Reduci, le Autorità locali di Polizia Municipale e Carabinieri, e tutte le scolaresche.

Le celebrazioni, che si sono svolte in mattinata anche nelle frazioni di Cerratina e Castellana, si sono concluse nel Capoluogo in Piazza Garibaldi innanzi al monumento dei caduti, una bellissima vittoria alata, opera dello scultore Nicola D’Antino, allievo ed amico di Francesco Paolo Michetti, recentemente restaurata in occasione dei lavori di messa in sicurezza del palazzo comunale, ex convento dei frati domenicani del XVI secolo.

Dopo la deposizione della corona d’alloro e la benedizione del parroco, gli alunni hanno voluto omaggiare i caduti leggendo delle riflessioni in loro ricordo. Proprio pochi giorni addietro è scomparso Pasquale “Mimì” Cipriani, presidente dell’associazione combattenti e reduci, sempre presente in occasione delle precedenti commemorazioni, testimonianza permanente della sofferenza patita dai soldati al fronte e del senso di patria trasmesso alle giovani generazioni in ogni circostanza.

“Quest’anno la ricorrenza del 4 novembre - afferma il Sindaco Sandro Marinelli - ci coglie in un momento particolarmente delicato, in primo luogo come pianellesi, poichè per la prima volta celebriamo questa giornata senza il simbolo vivente che in tutti questi anni ha rappresentato i reduci di guerra in questa piazza, in quanto pochi giorni fa Mimì Cipriani, presidente della sezione pianellese dell’associazione combattenti e reduci ci ha lasciato; ma di certo tutti noi continueremo a ricordarlo e ringraziarlo, in particolare ogni 4 novembre, per il grande esempio di uomo fedele alle istituzioni, per il senso del dovere e lo straordinario amore per la bandiera italiana che ha dimostrato nel corso della sua lunga e onorevole vita".


"Nel giorno in cui celebriamo l’unità nazionale - conclude il Primo Cittadino - il nostro pensiero non può non andare alle popolazioni delle regioni a noi limitrofe, colpite in questi ultimi due mesi da una serie di eventi catastrofici che hanno provocato centinaia di vittime e devastato intere comunità, cancellando in pochi secondi centri urbani che hanno rappresentato per secoli la bellezza e l’identità dell’Italia nel mondo, facendo sentire la propria eco anche nei nostri territori”.
 

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