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Il 2 giugno per "Gli amici di Peppino" di Moscufo, "nuovo slancio ai principi che la storia ci ha dato"

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"Il 2 giugno, insieme al 25 aprile, è una delle più importanti ricorrenze della vita repubblicana del nostro paese. Se siamo riusciti a riscattarci dalle vergogne del ventennio fascista, lo dobbiamo a quelle generazioni che prima hanno combattuto per liberare l'Italia dall'occupazione nazifascista e poi si sono adoperati per il referendum che ha abolito la monarchia ed ha scelto la repubblica, ed anche se i monarchici tentarono di contestare il risultato dello stesso, ben due milioni di voti di differenza non consentirono congetture".

Così l'Associazione Culturale "Gli amici di Peppino", vuole rendere omaggio a questo 2 giugno, giorno di festa per l'Italia ma anche un giorno ricco di significato storico in quanto vengono celebrati i 70 anni della Repubblica Italiana e non solo.

Infatti è l'associazione stessa a sottolineare come il 2 giugno è anche la ricorrenza dell'elezione dell'Assemblea Costituente e del primo voto delle donne in una tornata elettorale politica (il primo voto assoluto con suffragio universale allargato alle donne ci fu qualche mese prima, con le elezioni amministrative di marzo).

"Come associazione vogliamo soffermarci un attimo sull'operato dell'Assemblea Costituente, che nei suoi due anni di lavoro ha redatto la Costituzione della Repubblica Italiana. Vogliamo fare una riflessione in più su questo tema perché tra i principi fondamentali della nostra associazione, come si legge all'art. 6 dello statuto, l'associazione intende promuovere e salvaguardare i valori che fondano la Costituzione Repubblicana così come espressi solennemente dall'Assemblea Costituente figlia del movimento di Liberazione nazionale".

Come proseguono "Gli amici di Peppino"

"Non intendiamo entrare nel merito della riforma costituzionale proposta dal governo Renzi, perché su ciò decideremo tutti insieme nel referendum di ottobre, ma non possiamo tacere il fatto che la Costituzione sta vivendo un periodo di continui attachi, anche dall'estero, perché se una grande banca d'affari internazionale, tra l'altro indicata dal governo degli Stati Uniti come uno dei principali responsabili della crisi finanziaria internazionale ancora in corso, si permette con un documento pubblico di suggerire all'Unione Europea di "sbarazzarsi delle costituzioni antifasciste e di ispirazione socialista degli stati dell'Europa meridionale e mediterranea" perché sono viste come ostacoli sulla strada del liberismo che vorrebbero continuare a percorrere, ci dà la cifra della pericolosa situazione internazionale che stiamo ancora vivendo, anche perché è bene ricordare che i totalitarismi che ci portarono alla seconda guerra mondiale presero il là proprio da una gravissima crisi economica e finanziaria, terreno fertile per le male piante del razzismo, del populismo e dell'antipolitica.


Noi pertanto riteniamo che l'unica vera riforma della quale ha bisogno la nostra Costituzione sia che essa venga finalmente applicata nella pienezza della forza dei suoi principi, ovvero vorremmo che l'Italia fosse veramente una repubblica democratica fondata sul lavoro, che tutti i cittadini avessero pari dignità sociale e che fossero uguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali, che l'Italia ripudiasse la guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, che tutti avessero il diritto di manifestare il proprio pensiero".


Ed ecco, che in questo settantesimo anniversario della Repubblica e dell'Assemblea Costituente "quando ormai i festeggiamenti sono diventati una mera parata militare, vorremmo ricordare i principi che ci hanno permesso di diventare un paese democratico e vorremmo ancora di più che questi principi potessero vivere di un nuovo slancio, per evitare di cadere di nuovo nei tranelli che le crisi economiche e sociali rischiano di riproporci, come se la storia non ci avesse insegnato nulla".

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