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Il 9 maggio 1978 moriva Peppino Impastato: il pensiero degli "Amici di Peppino" di Moscufo

Le sue denunce contro le attività di ‘cosa nostra’ gli costarono la vita

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“I miei occhi giacciono

in fondo al mare

nel cuore delle alghe

e dei coralli.

Seduto se ne stava

e silenzioso

stretto a tenaglia

tra il cielo e la terra

e gli occhi

fissi nell'abisso”. 

                     Peppino Impastato

Sono versi di Peppino Impastato: ucciso per volere della mafia, moriva 38 anni fa, esattamente il 9 maggio.

Giuseppe Impastato, conosciuto come Peppino, era nato a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948. E’ stato giornalista, attivista e poeta. Le sue denunce contro le attività di ‘cosa nostra’ furono così forti e intense, da portare al suo assassinio, il 9 maggio 1978.

Sarà la Rai a ricordare quest’uomo con un film, in prima serata domani martedì 10 maggio 2016, su Rai Uno, focalizzando l’attenzione su Felicia Impastato, la “madre-coraggio” di Cinisi, morta nel 2004, dodici anni fa, e che in vita lottò per avere la verità sulla morte del figlio Peppino.

Intanto quest’oggi è l’Associazione di Moscufo, “Gli amici di Peppino”, sempre attiva ed impegnata in numerose iniziative, a voler esprimere un pensiero:

"Oggi ricorre il trentottesimo anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato, militante comunista antimafia. Peppino, proveniente da una famiglia mafiosa, si ribella definitivamente alle logiche della "famiglia" a quindici anni, nel 1963, dopo l'omicidio dello zio Cesare Manzella, capo della cosca di Cinisi”.

“Nei successivi quindici anni di vita - prosegue l’Associazione - Peppino fu a fianco delle lotte dei lavoratori edili, degli agrari che si videro defraudati dei loro terreni per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Punta Raisi, denunciò soprusi, appalti truccati, collusioni tra politica e mafia (lui il famoso "terzo livello" che costò la vita a Falcone e Borsellino lo aveva già intuito negli anni 70), i traffici di sostanze stupefacenti, le estorsioni. E Peppino faceva tutto questo con l'inchiesta, con gli approfondimenti, con la controinformazione”.

“Ed attraverso tre fondamentali strumenti, ovvero il giornale L'idea socialista, il circolo Musica e cultura e soprattutto Radio Aut, svelava pubblicamente gli intrecci mafiosi attraverso la satira e lo sberleffo. E questo gli costò la vita, nella notte tra l'8 ed il 9 maggio del 1978. La madre Felicia, il fratello Giovanni e la cognata non credettero mai alla messinscena del fallito attentato dinamitardo alla ferrovia, e dopo decenni di lotta, praticamente isolati, riuscirono ad avere giustizia”.

“Ma non si sono fermati: con l'associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato continuano ancora oggi ad essere un fondamentale esempio di come debba essere praticata l'antimafia sociale e noi come associazione abbiamo avuto l'onore di conoscere Giovanni e di collaborare con lui”.

“Ricordiamo infine che domani, martedì 10 maggio, su Rai Uno in prima serata andrà in onda il film Felicia Impastato, interpretata da Lunetta Savino, che parlerà della lotta che la madre e la famiglia di Peppino combatterono per vedere affermata la giustizia ed il loro rifiuto totale e definitivo della "famiglia", proprio come fece Peppino” – conclude l’Associazione.

 

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