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L'origine mitica del fiore e la sua simbologia cristiana in una mostra di Lucilla Luciani

Per l'artista di Pianella "il fiore rappresenta i moti dell'animo e del cuore"

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Venerdì 4 marzo 2016 alle ore 21,00 presso la chiesa di “Cristo Re” dei Padri Gesuiti in via del Santuario, 160 a Pescara, Lucilla Luciani, pittrice di Pianella, ha tenuto una esposizione di alcune sue opere floreali a pastello sul tema: Significato e origine mitica dei fiori e simbologia cristiana nell’arte. In questa serata unica di esposizione, a cui hanno partecipato in molti, contestualmente si sono esibiti il mezzo soprano Isabella De Massis e Maria Gabriella Ciaffarini al pianoforte, che ha accompagnato con le note musicali la presentazione di Lucilla Luciani dei suoi lavori.

Sono 13 le opere sui fiori realizzate prevalentemente con la tecnica del pastello, a lei più congeniale, in cui peraltro l’artista fa uso dello “sfumato leonardesco” per dare maggior risalto ai lavori. Per ogni opera l’artista ha espresso la delicatezza del fiore al mattino come se la luce stesse a sfogliarne ogni petalo: 

“Nel disegnare e dipingere queste creature– dice Lucilla Luciani – più volte mi sono commossa perché è come se avessi seguito e ripercorso le stesse sequenze creative di Madre Natura, dell’Amore di Dio che ogni giorno ci fa dono della bellezza misteriosa di ogni fiore”.

Lucilla Luciani, accanto al suo lavoro artistico, ha svolto, altresì, un’accurata ricerca sulla “Florigrafia”, la scienza che si è sviluppata nel XIX secolo che studia il significato dei fiori. E di questa ricerca, di cui verranno riportati alcuni passaggi in uno sforzo di sintesi, sono stati tratti alcuni aspetti salienti che hanno affascinato il pubblico convenuto partendo proprio del significato del fiore, che sta a rappresentare i moti dell’animo e del cuore.

"Sin dall’antichità – dice Lucilla Luciani - all’immagine del fiore è stato associato il concetto della vita breve ed effimera in quanto destinata a perire in breve tempo. L’origine mitica del fiore ha inizio con la leggenda di Zefiro, il vento di primavera, il quale innamoratosi di Flora, la rapisce unendosi in matrimonio a lei e offrendole come dono d’amore il regno sui campi e sui giardini coltivati".

"Tanti gli amanti - prosegue - che hanno regalato fiori alla propria amata. Dante regalò a Beatrice il giglio, Petrarca il tulipano a Laura, Boccaccio il garofano a Fiammetta, Leopardi il 'non ti scordar di me' a Silvia, Montale alla moglie Drusilla campanule, dalie e fiori di tiglio. I fiori parlano meglio delle parole in certi casi…Per un appuntamento galante si dona la rosa rossa, per la sposa quella bianca, per le puerpere rose di ogni colore. A rappresentare la purezza dei bambini o dei consacrati per gli appuntamenti spirituali si donano gigli bianchi, gelsomini, bucaneve. Si dice che il papavero è l’allegria dei campi, la margherita la spontaneità, la primula porta buone nuove, il crisantemo si usa per i morti perché è l’unico fiore di novembre che in Oriente si dona alle cerimonie sponsali, l’edera indica la fedeltà e la tenacia".

Per la Luciani: "In arte le rose e i gigli alludono rispettivamente all’amore e alla purezza della Vergine Maria. Il mughetto è uno dei primi fiori che preannunzia la primavera ed è associato all’idea di umiltà perché la sua corolla è rivolta verso il basso. Secondo un’antica tradizione iconografica l’arcangelo Gabriele ha uno scettro sormontato da un giglio araldico. Una leggenda narra che Maria scelse Giuseppe come sposo perché lo vide con un giglio in mano. Nell’antica Roma il giglio era chiamato 'rosa di Giunone' ed era consacrato alla stessa dea. Esso, oltre a rappresentare il candore, la purezza, la bellezza, è anche il fiore della fecondità per la sua rapida riproduzione. I santi rappresentati con accanto il giglio in mano sono: Sant’Antonio da Padova, Santa Margherita, San Luigi Gonzaga, Santa Caterina da Siena, San Filippo Neri, San Francesco Saverio, San Gabriele dell’Addolorata".

"La rosa - spiega poi - è il simbolo per antonomasia dell’amore. Secondo un’antica leggenda, prima della caduta dell’uomo, la rosa era priva di spine e la Vergine Maria è detta 'Rosa senza spine' perché esente dal peccato originale. Nelle Litanie Lauretane Maria Santissima è chiamata 'Rosa mistica', cioè nascosta. In quelle Carmelitane è detta 'Rosa fragrante', 'Vita in fiore', 'Fiore del Carmelo', 'Profumo del Carmelo'. Nelle Litanie Domenicane 'Rosa che mai sfiorisce'. Dipinta con la rosa rossa è Santa Rita da Cascia, Santa Dorotea, Santa Rosalia da Palermo, Santa Rosa da Viterbo, Santa Teresina da Lisieux, ed altri.

"Il tulipano, invece, ha origine dalla Persia. Secondo la dottrina cristiana il fiore evoca l’immagine di Cristo e talvolta si trova anche nelle raffigurazioni della Natività. L’iris in greco significa “arcobaleno”; nei dipinti dei Paesi Bassi troviamo l’iris e non il giglio accanto a Maria SS. dell’Annunciazione. Il gelsomino sboccia a maggio ed è stato associato a Maria per il candore, la purezza del colore, la grazia e l’eleganza. Se intrecciato con le rose significa fede. Grazie alla sua caratteristica di rivolgersi al sole, il girasole ha assunto il significato di devozione. I pittori barocchi gareggiano nel dipingere questo fiore. Ad esempio Van Dick lo raffigura vicino al suo autoritratto; così intende esprimere la propria devozione nei confronti di Re Carlo I d’Inghilterra. Come la rosa anche l’ortensia è il fiore dell’amore. Di origine asiatica, in Cina se ne coltivano den 33 specie. Il suo significato varia a seconda del colore. L’ortensia bianca si dona per la nascita di un amore, se blu per un’amante capricciosa, che nonostante tutto si ama di amore ardente e sincero. Se l’ortensia è rosa significa che la persona che la riceve è la sola che si ama con riferimento ad un invito romantico. La fritillaria è il simbolo della persecuzione. La fresia significa 'amore platonico'. Le viole sono simbolo di modestia e umiltà, il garofano indica buona fortuna, la magnolia nobiltà"- conclude l'artista.

Insomma un excursus sui significati dei fiori, quello delineato dal Lucilla Luciani, che ha fatto da cornice alla mostra dei suoi delicati lavori floreali e che ha incantato il numeroso pubblico presente a questa iniziativa rientrante nel ciclo di incontri denominati Arte per lo Spirito  alla parrocchia “Cristo Re” di Pescara, che stanno ottenendo largo interesse e partecipazione di pubblico.

(Foto di Leonardo Paglialonga)

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