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La leggenda del "Colle degli uomini morti"

Un storia risalente ai tempi dei romani, che diede vita all'attuale Moscufo

| di Redazione
| Categoria: Storia
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Le origini dei paesi abruzzesi a volte sono avvolte dal mistero. Vi sono racconti che hanno fondamenti storici, e altri che invece sono molto più simili a leggende. Ne è un esempio una leggenda che riguarda Moscufo. Sappiamo che Moscufo prende il nome probabilmente da Moskoulf, nome di un longobardo che fu signore del paese. Altre fonti invece vogliono che il toponimo di Moscufo sia frutto della correzione di Boscosus in Moscusus, che, nel periodo longobardo, ha assorbito lessemi latini mos-mus e longobardi kulf, stanti ad indicare una collina ricoperta di boschi.

Secondo storici d’Abruzzo ( De Nino e Pansa), il nome Moscufo potrebbe derivare dalla parola “ scusa”, rivolto ai romani, in seguito ad una battaglia, che ha poi dato vita alla leggenda del “Colle degli uomini morti”. Una storia che fonda le sue radici tra il IV e il III secolo prima di Cristo, ai tempi delle “ Guerre Sannitiche”, ovvero quando la giovanissima Repubblica Romana, si trovò ad affrontare i popoli italici del centro sud Italia.

Testi storici raccontano di un paese, situato tra Loreto Aprutino e Pianella, conosciuto come Napoletta, e i suoi abitanti erano soprannominati zanniti ( proprio dal nome Sanniti).  Attaccati dai romani, i zanniti riuscirono a difendersi tra le alture di Napoletta e la leggenda narra che gli sconfitti furono rimandati a Roma, completamente nudi. Questo fece infuriare la Repubblica, che si organizzò con un esercito meglio equipaggiato e tornò a Napoletta. Lo scontro tra le due fazioni avvenne su un colle adiacente al territorio di Pianella, che prese poi  il nome di “Colle degli uomini morti”, dal fatto che i romani riuscirono a vincere la battaglia sterminando una moltitudine di zanniti.  Nella toponomastica stradale moderna troviamo ancora questo nome, e quella strada tra Loreto e Pianella e Moscufo, prende il nome di “ Contrada degli uomini morti”. In realtà la stessa leggenda da il nome ad un altro luogo: Forca di Penne. Si narra che i superstiti furono fatti prigionieri e fatti passare sotto le forche che i romani preparano nel varco dell’appennino pennese. Da li il nome Forca di Penne.

Napoletta, sempre secondo questo racconto, fu distrutta, e dalle sue macerie, i superstiti fondarono Moscufo.

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