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Sesta edizione del 'San Martino dei Briganti', a Borgo Case Troiano appuntamento con la tradizione

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“Purtroppo il 2016 ci ha ripiombati nell’emergenza olio già vissuta in Abruzzo due anni fa: la mosca ha invaso le piante e ha impedito la raccolta delle olive. Dobbiamo imparare ad affrontare la problematica, dovuta sicuramente anche al clima, al caldo eccessivo in periodi in cui dovremmo avere precipitazioni, e nel frattempo dobbiamo imparare a difenderci come consumatori, tenendo a mente quelle poche regole fondamentali per acquistare comunque un olio extravergine d’oliva di qualità, sentendone l’odore, il sapore e leggendo bene le etichette per sapere se le olive utilizzate sono italiane o comunque da dove provengono”.

Lo ha detto Marino Giorgetti, massima autorità nel campo dell’analisi sensoriale sull’olio, che ha animato la sesta edizione del ‘San Martino dei Briganti’, organizzato dall’Associazione Fontevecchia a Borgo Case Troiano.

Ad aprire la manifestazione è stata la benedizione dell’altare devozionale allestito, come consuetudine contadina, all’ingresso del Borgo, seguita dalla processione aperta dagli zampognari I Gigli d’Abruzzo, sino alla chiesa della Santissima Trinità, portando sull’altare i prodotti dell’artigianato alimentare e della terra, ovvero la cornucopia beneaugurante di San Martino, con uva e arance, e la pizza di granturco.

Dopo la celebrazione della Santa Messa in rito latino a cura dell’Associazione ‘Beato Marco d’Aviano’, i presenti hanno assistito alla presentazione del volume ‘Briganti e Brigantesse d’Abruzzo’ del professor Mario Cimini, docente universitario, il quale ha ricostruito l’epoca dei briganti, ma soprattutto delle “brigantesse che avevano un ruolo strategico, erano le cosiddette ‘manutengole’, che portavano viveri e notizie ai briganti nascosti nei boschi, le prime donne a portare i pantaloni visto che spesso, per mimetizzarsi, si travestivano da uomini. E la fama dei briganti era tanto diffusa che anche dall’altra parte della Manica, ovvero gli inglesi, sconsigliavano di venire in Italia e in Abruzzo per i pericoli connessi”.

A ricostruire la figura del San Martino nella tradizione abruzzese è stato il Presidente dell’Associazione Fontevecchia Luciano Troiano per poi lasciare spazio al momento più atteso, ovvero al dottor Marino Giorgetti che ha guidato i presenti al percorso sensoriale utile per imparare a riconoscere un olio di buona qualità da uno di scarso livello.

 “Prima di acquistare un olio, il prodotto va sempre assaggiato – ha spiegato Giorgetti - e odorato per carpirne i sapori, più o meno piccante, più o meno amaro, e dai frutti che vi ritroviamo possiamo anche capirne la provenienza, dunque se si avverte il sapore delle mandorle o della mela. Poi occorre imparare a leggere l’etichetta, diffidando dai prodotti svenduti a prezzi stracciati. Spesso l’olio venduto nei nostri negozi proviene anche dai paesi extracomunitari, dunque dobbiamo prestare massima attenzione a ciò che possiamo trovarvi all’interno. Ed è fondamentale anche la conservazione dell’olio che non deve prendere aria, non deve gelare, per evitare i processi di ossidazione, e dev’essere tenuto a una temperatura di 13-15 gradi, lontano anche da fonti di calore”.

Per dare le nozioni più elementari, Giorgetti ha proposto l’assaggio di diversi tipi di olio distinti per cultivar e tipo di lavorazione, ossia se le olive hanno avuto la spremitura a freddo, quella tradizionale con le presse, oppure se sono state lavorate negli impianti della ‘continua’. A Giorgetti l’Associazione Fontevecchia ha donato ‘il Diploma di Laurea in analisi sensoriale del Regno delle Due Sicilie’. Ad animare la giornata è stato il musicista Luca Castiglioni, campione mondiale di organetto e ddu’ bbotte che, tra la polka abruzzese, il passetto e la tarantella, ha accompagnato l’assaggio dei cibi preparati già dal primo pomeriggio durante il Laboratorio di San Martino, ovvero le rivotiche, li sgajuzze, la pizza di granturco con fagioli, e il dolce di San Martino con mosto cotto e monetine beneauguranti. A rompere la cornucopia, segno di abbondanza nella tradizione contadina, sono stati i bambini presenti.  

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