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“The Form of Urban Voids”, le nuove visioni architettoniche per otto piazze di Pescara

redazione
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Entra nella sua fase conclusiva "The Form of Urban Voids", il Blended Intensive Programme (BIP) internazionale promosso dal Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara.

Il lavoro svolto è stato presentato sabato 5 settembre presso il Lab A (Polo Micara) del Dipartimento di Architettura nel Campus universitario di Pescara.

Dopo giorni di rilievi sul campo, analisi morfo-tipologiche e lavoro in laboratorio, i gruppi internazionali di ricerca presenteranno, infatti, i primi risultati sul futuro urbanistico di otto piazze di Pescara: Piazza terminale di viale Amerigo Vespucci sul lungomare Colombo; Piazza della Chiesa di San Gabriele dell'Addolorata, via Rio Sparto, strada comunale piana, San Donato; Piazza del Tribunale e della Università, via Falcone e Borsellino; Piazza a Via Passolanciano; Piazza della Provincia; Piazza Sant’Andrea, via del Concilio, via Bologna; Piazza Via Tavo, Via Capestrano; Piazza tra Via Vincenzo Gioberti, Via Castellammare Adriatico, Via Giovanni Bovio; Piazza tra via Aldo Moro e la Chiesa San Marco Evangelista.

L'iniziativa, coordinata dal Professor Alessandro Camiz, docente di Composizione architettonica e urbana presso il Dipartimento di Architettura della “d’Annunzio” con il coinvolgimento dei workshop autunnali dei Laboratori di Composizione Architettonica 2 A/B (docenti Domenico Potenza e lo stesso Camiz), ha trasformato Pescara in un laboratorio di sperimentazione ad alta intensità a cui hanno lavorato studenti, docenti e ricercatori della “d’Annunzio” insieme a cinque prestigiose Università europee: Málaga (Spagna), Dokuz Eylül (Turchia), RWTH Aachen (Germania), Lisbona (Portogallo) e Iași (Romania).

La ricerca si è concentrata sui "vuoti urbani" - dalle aree industriali ed ex ferroviarie in disuso ai lotti inedificati e agli spazi sospesi tra memoria e contemporaneità - per ripensarli come risorse chiave per la collettività. Dalle tavole progettuali elaborate in questa settimana emergono alcune direttrici chiave per la città: ricucitura urbana e connessioni verdi come proposte di masterplan capaci di trasformare le interruzioni del tessuto urbano in corridoi ecologici, percorsi pedonali e nuove piazze pubbliche; integrazione tra storia e nuova architettura, attraverso progetti che valorizzino la memoria stratificata e il patrimonio archeologico della città, trasformando i resti e i vuoti storici in luoghi attivi di vita culturale; infine nuovi poli di aggregazione con soluzioni architettoniche pensate per restituire agli spazi inutilizzati una funzione sociale, con servizi integrati per residenti e studenti.

"I vuoti urbani non sono semplici spazi vuoti o aree di risulta, ma rappresentano la vera matrice di rigenerazione per la città contemporanea, - spiega il Professor Alessandro Camiz, Coordinatore scientifico dell'iniziativa - In questa settimana di lavoro intenso, la sinergia tra la conoscenza profonda del territorio e le diverse sensibilità progettuali europee ci ha permesso di leggere le fratture di Pescara non come limiti, ma come opportunità straordinarie per ricucire il tessuto urbano, reinnestare funzioni pubbliche e proporre nuove forme di abitabilità sostenibile, considerando anche gli aspetti climatici della città contemporanea. Le analisi di ombreggiamento e soprattutto le mappe di calore urbano - conclude il Professor Camiz - sono state svolte usando dati Landsat 8, (band 4) correlati con simulazione 3D della temperatura di superficie”.

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