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Per il Moscufo è tempo di bilanci, la parola al preparatore dei portieri

| di Sara Gerardi
| Categoria: Sport
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La stagione regolamentare è giunta al termine e per il Moscufo è tempo di bilanci. La formazione pescarese, al primo anno nel campionato di Prima Categoria, ha ottenuto la salvezza con ben due turni d'anticipo. I giallorossi guidati da mister Patriarca hanno concluso il campionato da poco con la vittoria esterna sul Cerratina. Ma quale sia il segreto della compagine moscufese ce lo spiega il preparatore dei portieri Francesco Morico.

 Una salvezza ottenuta con qualche difficoltà iniziale: qual è secondo te il successo di questo gruppo?

"E' stata una stagione in cui abbiamo affrontato molte problematiche legate a vari fattori, quali ampiezza e assortimento della rosa, fuoriquota, infortuni e assenze date da problemi lavorativi. Inizialmente, nonostante buone prestazioni abbiamo raccolto poco facendo tanti pareggi. Nel periodo più difficile abbiamo fatto gruppo, lavorando sull'aspetto mentale oltre che su quello tecnico-tattico ed è uscita la forza e il carattere del gruppo che ha risposto alla grande; quella è stata la svolta di una stagione conclusa con il raggiungimento degli obbiettivi prefissati."

Il ruolo di preparatore di portieri che importanza riveste in una società? 

"La figura del preparatore dei portieri è diventata a tutti gli effetti un valore aggiunto per tutte le squadre e la sua importanza cresce sempre di più, e va di pari passo con la necessità da parte delle società di avere numeri uno sempre più preparati e completi."

Il portiere è una figura fondamentale nel pacchetto arretrato di una squadra, quanto incide secondo te la preparazione di ogni atleta nel corso della stagione? Descrivi i tuoi compiti e la giornata "tipo" di un preparatore di portieri.

"La preparazione prima e durante la stagione agonistica è un aspetto fondamentale per la prevenzione degli infortuni e per lavorare poi su tutti i concetti tecnici del campo. Si deve essere atleti prima che giocatori di calcio. I compiti di un preparatore dei portieri sono legati alla gestione dei portieri, sia nell'allenamento specifico individuale, che nel rapporto con la squadra. La giornata tipo varia in base alle esigenze di calendario, ma generalmente consiste in un lavoro individuale con i portieri (differenziato in base al giorno della settimana) che poi si aggregano alla squadra per  le esercitazioni varie."

Guardando nella provincia di Pescara, recentemente la Pescara calcio ha investito nella formazione dell'Accademia dei Portieri, volta a sfornare giovani leve, quanto è importante secondo te l'investire su questa figura?

"Investire sui giovani con accademie o scuole di formazione di livello è molto importante per la città di Pescara, come per altre realtà più piccole che dovrebbero seguire questo esempio. Solo con una buona formazione, fatta con tecnici qualificati, si arriva a risultati importanti, e i soldi spesi in questo settore portano ad una crescita personale e sportiva dei piccoli calciatori."

A volte l'errore dell'estremo difensore nelle singole gare può condizionare l'esito del risultato finale. A tal proposito, sei soddisfatto del rendimento ottenuto dai giocatori da te allenati nel Moscufo quest'anno?

"Nel calcio, il ruolo del portiere è da sempre considerato cruciale per gli equilibri e le dinamiche di squadra. Sono estremamente soddisfatto dei risultati individuali ottenuti dai portieri del Moscufo in questa stagione. Nella prima parte del campionato ci siamo affidati al "veterano"  Di Felice, già da qualche anno a Moscufo e protagonista nelle 2 promozioni dalla Terza alla Prima categoria. E' stato decisamente all'altezza della situazione; poi a gennaio è arrivato nel mercato di riparazione D'Andrea, classe 96', in prestito dalla Renato Curi Angolana per ovviare alla mancanza in squadra di fuoriquota. D'Andrea si è subito dimostrato pronto a inserirsi nel gruppo, dimostrando notevoli doti tecniche e personali. E' stato quasi sempre titolare, raccogliendo un bottino di 3 rigori parati e tante partite da protagonista. Candidatosi tra i migliori portieri della categoria, con la nostra difesa ha messo le basi per la salvezza della squadra. Infine Dell'Arciprete si è sempre allenato dall'inizio alla fine e nonostante abbia collezionato poche presenze ha fatto sempre bene".

 
Recentemente Massimo Marini, preparatore dei portieri della Pescara Calcio è stato premiato tra i migliori preparatori d'Italia, malgrado la rovinosa stagione della squadra biancoazzurra. Tutto ciò è sinonimo che la qualità di questa figura sta emergendo, cosa ne pensi a riguardo?
 
"Faccio i miei complimenti a lui per il riconoscimento della giuria APPORT,  un premio all'impegno e alla professionalità di un preparatore che sta sfruttando in maniera intelligente le sue conoscenze. Assegnare questo premio al mister dell'ultima della classe è un grande gesto di correttezza e  insegnamento per tutti. Tutto ciò fa capire che il lavoro e il sacrificio pagano sempre, indipedentemente poi dal risultato sportivo."
 
La stagione nelle file del Moscufo è terminata: un bilancio della tua esperienza personale in seno a questa società?

"Il mister Patriarca  mi ha illustrato qual'era la situazione e sono rimasto favorevolmente colpito dalla passione e la voglia di calcio che c'è a Moscufo. Il bilancio è molto positivo, ho conosciuto ottime persone che mi hanno rispettato, oltre a darmi la possibilità di lavorare in maniera serena per tutta la stagione. Grazie a tutta la dirigenza, a tutti i giocatori, i tifosi e le persone che dedicano il loro tempo a questa società, mi hanno fatto sentire parte di questa bella realtà."

 
C'è qualche giocatore in particolare che vorresti allenare?
 
"No nessuno in particolare. Sono felice di quelli che ho allenato finora e per il futuro mi piacerebbe lavorare con ragazzi motivati che come me credono in questo sport e  in questo ruolo."
 
Dimentica i luoghi comuni sul binomio gioventù-immaturità: meglio allenare le giovanili o giocatori già formati?
 
"Personalmente ho scelto da 2 anni di allenare ragazzi già formati perché è la soluzione più adatta alle mie competenze. Mi aggiorno, mi confronto, studio e ho un'esperienza calcistica alle spalle, ma i settori giovanili e  la formazione sono una materia che deve essere gestita da tecnici qualificati FIGC settore tecnico."
 
Nei campionati professionistici sempre più portieri stranieri sembrano prevalere su quelli italiani, secondo te per quale ragione?
 
"Dal 1987, anno di istituzione del premio di miglior portiere del mondo, la vittoria è andata 14 volte su 28 ad un italiano o ad un tedesco; quindi non penso la scelta sia legata alla qualità, ma quanto a ragioni e strategie di marketing e spero, nei prossimi tempi, ci sia un'inversione di tendenza. Sono convinto che seguendo lo stile Milan si dovrebbero dare oppurtunità ai giovani italiani. I nuovi regolamenti circa i tesseramenti vanno in quella direzione, e speriamo si prosegua così."

Donnarumma, Scuffet e Perin, chi secondo te ha più margini di miglioramento?

"Sicuramente Donnarumma per età, predisposizione fisica e qualità."
 
"Quali sono i tuoi obiettivi/impegni futuri?
 
"Tra pochi giorni inizieranno i camp estivi e gli aggiornamenti, ai quali parteciperò per confrontarmi con preparatori di società professionistiche e non. Continuerò poi a studiare, a breve mi incontrerò con mister Patriarca per pianificare insieme la nuova stagione sportiva. Per il futuro intendo partecipare ai corsi ufficiali della FIGC per l'abilitazione e continuare ad allenare come professione o come hobby."

Sara Gerardi

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