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La parola al campione; la "Tirreno-Adriatico" secondo lo spoltorese Danilo Di Luca

Di Luca, "il ciclismo è una scuola di vita"

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La sesta tappa della 51esima edizione della gara ciclistica “Tirreno - Adriatico”, Castelraimondo - Cepagatti sta per attraversare la terra abruzzese e ci si prepara ad accoglierla al meglio; strade sgombre dai veicoli, dunque, tra le ore 14 e le 15.30 circa per consentire il passaggio degli sportivi che giungeranno a Cepagatti.

Mentre tutti i Comuni coinvolti si apprestano a garantire sicurezza e supporto logistico anche i fan delle due ruote si preparano a ricevere con entusiasmo la carovana di ciclisti proveniente da Castelraimondo.

A proposito di un fortunato matrimonio, quello tra ciclismo e Abruzzo, è stata lasciata la parola ad un grande campione di Spoltore, Danilo Di Luca, cresciuto nell’Associazione locale Spiga Aurea da poco rinnovata dal presidente Niki Di Nicola e dal direttore sportivo Fabiano Roganti.

Non è possibile pensare a Danilo Di Luca senza pensare anche al ciclismo: ma cos’è per lei questo sport?

Il ciclismo per me è stato tutto, comunque sono riuscito a fare una scuola di vita che molto probabilmente senza questo sport non avrei fatto e soprattutto sono riuscito a diventare uno dei ciclisti più forti d’Abruzzo.

Secondo lei, cosa rappresenta la tappa odierna di una gara ciclistica di queste dimensioni per un territorio come Cepagatti?

Una gara del genere, di livello internazionale per il territorio è molto importante perché lo valorizza anche con il semplice passaggio; l’Abruzzo è stato conosciuto parecchio con il transito del Giro d’Italia e con altre numerose corse ciclistiche, quindi, quando si fa una manifestazione così importante di livello internazionale, il territorio ne trae solo beneficio.

Abruzzo e ciclismo: come mai secondo lei la regione è così legata a questo sport? Ci sono sempre numerose gare che la caratterizzano.

L’Abruzzo è sempre stato così, anche quando ero piccolo io; c’è sempre stata una scuola di ciclismo importante in questa regione e sicuramente credo perché il ciclismo è uno sport popolare, praticabile da tutti e i nostri nonni già correvano ed andavano in bicicletta. Ho fatto per più di 10 anni il professionista, e se sono rimasto sempre in questa regione un motivo c’è; ci sono dei percorsi adatti, poi, per fare qualsiasi tipo di allenamento: abbiamo la pianura, la collina, la montagna, il mare.

Tu sei cresciuto nella Spiga Aurea, ed hai assistito alla presentazione della Nuova Spiga Aurea di Spoltore, cosa pensi di questa associazione? Come hai trovato questi piccoli campioni?

Io ho iniziato con la Spiga Aurea di Mario Di Nicola, quindi quando Niki Di Nicola e Fabiano Roganti mi hanno comunicato di voler proporre la Nuova Spiga Aurea, l’idea m’è piaciuta subito: sono bambini che hanno voglia di andare in bicicletta e di divertirsi; cresceranno con questo sport e magari un giorno avranno anche la possibilità di diventare dei campioni, se non saranno campioni avranno sicuramente avuto una scuola di vita con questo sport.

A proposito della “Tirreno – Adriatico”, lei fa il tifo per qualcuno?

Ma in realtà io ho un amico per cui faccio sempre il tifo che è Valverde, ma quest’anno non credo che riesca a vincerla perché è stata annullata la quinta tappa che è la più dura (e fa la differenza) e quindi non riuscirà a vincere la Tirreno.

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