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Consiglio regionale su "Emergenza immigrati"; Sospiri (FI), "in aula porteremo cinque proposte per fermare il business"

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“Riflettori puntati domani, martedì 8 novembre, sull’emergenza immigrati che approderà all’esame del Consiglio regionale. Cinque le proposte che sottoporremo al voto dell’Aula per costringere il Governo D’Alfonso a uscire allo scoperto nella gestione di una situazione ormai divenuta insostenibile e per porre fine al business dei privati: innanzitutto che la Regione Abruzzo, così come prevede la legge, si doti di un hub regionale per la gestione della prima accoglienza e per la successiva distribuzione territoriale dei presunti profughi; poi l’approvazione di un emendamento per sancire l’esclusione dai contributi della legge 77 le strutture ricettive che vivono con il business dei migranti e sono fuori dal mercato dell’ospitalità turistico-alberghiera; poi la modifica della legge 2/2015, imponendo che chi vuole ospitare i migranti deve garantire le stesse condizioni di decoro e dignità che garantirebbe a un non-migrante, quindi non puoi ospitare 300 persone in spazi adatti ad accoglierne 100, come sta accadendo con l’Hotel Excelsior di Montesilvano; quarto punto la proposta di modifica della legge da sottoporre alle Camere che obblighi i privati che fanno business sui migranti a rendicontare puntualmente tutte le spese sostenute con i fondi pubblici e non a inviare un riassunto di fine anno, applicando gli stessi obblighi imposti agli Enti pubblici. Infine chiederemo l’acquisizione dei dati reali del numero dei decreti di allontanamento emessi nei confronti dei richiedenti asilo presenti nel nostro territorio. Siamo convinti che con queste semplici norme, fermeremo il business dei privati e, automaticamente, i flussi migratori”.

Lo ha detto il Capogruppo Regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri firmatario della richiesta di convocazione della seduta con i consiglieri Emilio Iampieri, Presidente della Commissione speciale sul fenomeno immigratorio, Mauro Febbo, Gianni Chiodi, Paolo Gatti, Mauro Di Dalmazio e Maurizio Di Nicola.

“Negli ultimi mesi il fenomeno dei presunti profughi si sta facendo insostenibile ovunque – ha spiegato il Capogruppo Sospiri -, specie nei piccoli centri della provincia dove i sindaci, non informati preventivamente come invece prevedono i bandi della Prefettura, stanno subendo un’invasione, come a Vestea, Moscufo, Turrivalignani, Città Sant’Angelo e Pianella. Caso emblematico è quello dell’Hotel Excelsior di Montesilvano dove sulla carta sono ospitati un centinaio di immigrati, in realtà ce ne sono 300 nonostante a luglio 2016 anche il Nucleo Antisofisticazioni dei Carabinieri abbia riscontrato carenze strutturali nel manufatto. Nulla è cambiato e oggi residenti e operatori economici sono all’esasperazione".

"E oggi c’è un altro rischio che dobbiamo assolutamente scongiurare, ovvero quello di cooperative che stanno requisendo palazzi privati, tra via Torino e via Napoli, sempre a Montesilvano, sempre per ospitarvi presunti profughi, ai danni di residenti e operatori economici. Di fatto il mercato privato sta dirigendo la gestione di un problema tanto sensibile in cui i migranti sono trattati come merce economica. Ora, io non posso cambiare la politica dei flussi migratori del Governo nazionale, ma come consigliere regionale ho il dovere di difendere la tranquillità delle comunità locali, il ruolo dei sindaci e la dignità delle persone, presunti profughi, che non possono essere trattate come merce di scambio di un grosso business che oggi muove circa 2milioni e 400mila euro al mese per il mantenimento e l’ospitalità di circa 3mila presunti profughi solo in Abruzzo. Il fenomeno migratorio si fermerà quando si fermerà il business”.

A oggi, secondo i dati in possesso del capogruppo Sospiri, la situazione in Abruzzo “conta la presenza di circa 3mila immigrati, ma parliamo di un’emergenza che non si arresta, tanto che la Prefettura de L’Aquila ha dovuto far ricorso a 3 affidamenti emergenziali, fuori bando, per trovare collocazione a 20 migranti. Si era detto di voler utilizzare spazi come la Caserma Rossi de L’Aquila e la Battisti di Sulmona, per dare ospitalità, ma anche le due ipotesi sembrano tramontate. Per ora in Abruzzo sono 71 le strutture che ospitano i presunti profughi e a questo si sommano le emergenze degli allontanamenti volontari di immigrati che, arrivati sul territorio, all’improvviso fanno perdere le proprie tracce, come pure quella delle revoche delle misure d’accoglienza e delle richieste di asilo politico, con ricorsi annessi, che stanno intasando i tribunali. In tutto questo spicca la totale e spaventosa assenza della Regione che non sta svolgendo alcuna azione di organizzazione della prima accoglienza e di smistamento-coordinamento sul territorio".

"A questo punto – ha aggiunto Sospiri – domani in aula porteremo cinque proposte concrete tese a fermare il business: la prima impegna la Regione Abruzzo a organizzare un hub regionale di prima accoglienza, dove i migranti arrivano, e dove si organizza la loro prima distribuzione sul territorio, congrua alle possibilità dei singoli comuni. Se lo fa l’Ente pubblico si interrompe il mercato privato, anche perché nella Circolare del Ministero dell’11 ottobre è scattato il ricatto ai sindaci, ovvero da questo momento o i sindaci organizzano personalmente il Centro di Accoglienza pubblica o il Governo invierà sui territori quanti più migranti potrà. Seconda proposta è che la struttura che fa il suo fatturato sulla gestione dei presunti profughi non può accedere agli aiuti della legge 77, con cui la Regione eroga fondi per migliorare le strutture turistico-ricettive".

"La terza proposta in approvazione prevede che se l’imprenditore vuole fare business sui migranti, deve garantire gli stessi standard di dignità che garantirebbe ai non-migranti, dunque se la tua struttura può ospitare 7 persone, tu non puoi metterci dentro 70 persone. In questo modo l’Excelsior non è più ammissibile nei bandi, che peraltro scadranno tutti al 31 dicembre, dunque dovrà essere svuotato, basta fare affari sulla finta umanità. Infine porteremo in Consiglio regionale una proposta che dovrà poi essere presentata alle Camere per modificare la legge che deve imporre ai privati che operano nel business dei migranti di rendicontare in modo puntuale le spese sostenute, al pari delle strutture pubbliche. Infine l’acquisizione dei dati reali inerenti i decreti di allontanamento emessi sino a oggi”.

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