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L'assassino di Nerino va cercato qui a Pescara

in un una commuovente intervista rilasciata a " Il Centro", parla la carissima amica di Alessandro Neri

Redazione
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In un intervista rilasciata al quotidiano “il Centro”, parla per la prima volta un cara amica di Alessandro Neri, il ragazzo di Spoltore ucciso lo scorso 5 marzo. Si tratta della ragazza che “Nerino” aveva aiutato e assistito in gravidanza, e non solo. Un amicizia vera ,la loro, che la giovane racconta, al punto che piccoli figli della ragazza consideravano Alessandro uno zio, uno di casa insomma.

Mantenendo l’anonimato racconta del giovane e della loro amicizia, e conferma aspetti del caratteri di Nerino, che devono poter aiutare gli inquirenti a trovare il suo assassino.

Ho conosciuto Alessandro cinque anni fa, avevo 16 anni e lui oltre a essere amico di mio fratello era il migliore amico del mio ex compagno. Amico fraterno. All'inizio lo temevo anche, perché non mi potevo muovere che subito lo riferiva a mio fratello, ma poi frequentandoci tutti insieme siamo diventati grandi amici. Ed è diventato un fratello. Sempre presente, nella vita mia e della mia famiglia. Un ragazzo di una bontà unica, che si faceva amare anche solo con il sorriso. Ha aiutato tante volte i miei figli e anche me. Sono separata, quando è servito non ho dovuto neanche chiedere, pronto con la spesa, con i soldi per la bolletta. Una persona unica. Alessandro era buono. Buono e furbo. Non si sarebbe mai fidato di chi non conosceva, Se è andato con chi l'ha ucciso è solo perché si fidava. Ale sapeva riconoscere il pericolo. L'assassino è qui, è a Pescara. Chi l'ha ucciso, abbia almeno il coraggio di dirci perché. Noi non riusciamo a capirlo. La droga, la gelosia? Ma che? Alessandro la droga non la toccava e aveva un rispetto per le ragazze e per gli amici che mai si sarebbe permesso. Alessandro ti riempiva il cuore. Ma adesso bisogna lasciarlo riposare, va lasciato in pace. L'hanno ucciso in quel modo, l'hanno buttato lì in quel modo e non può ancora neanche essere seppellito. No, Nerino non meritava tutto questo.

Fonte “Il Centro”

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