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Stragi in montagna, allarme del Soccorso alpino su sottovalutazione rischi

Domenica 7 luglio si è registrata una vittima anche in Abruzzo

Redazione
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Tragico bollettino del primo fine settimana di luglio sulle montagne italiane. In soli quattro giorni, tra il 4 e il 7 luglio, sono morte sei persone per cause differenti, tra infortuni mortali, incidenti e malori improvvisi. I decessi sono avvenuti principalmente sulle Alpi venete, dove nelle giornate di venerdì e sabato scorsi gli operatori del Soccorso alpino hanno rintracciato i corpi senza vita di tre escursionisti. Il Piemonte è stato teatro di due incidenti, mentre un altro decesso, probabilmente causato da un malore, si è registrato in Abruzzo.     

Un numero alto di morti in quota, tanto che il presidente della Società degli alpinisti tridentini (Sat), Cristian Ferrari, è intervenuto per chiedere maggiore attenzione a chi frequenta la montagna. La presa di posizione è seguita alla diffusione di un video sui social di una famiglia (mamma e papà con un bambino di pochi mesi in braccio) intenta a percorrere una ferrata senza equipaggiamento e protezioni adatte. 

"C'è sempre di più, purtroppo, un atteggiamento a sottovalutare il rischio", ha aggiunto il presidente del Soccorso alpino del Trentino, Walter Cainelli. Domenica 7 luglio il Soccorso alpino Abruzzo è intervenuto per un uomo di 47anni che ha accusato un malore a pochi metri dalla vetta del Monte Amaro, a Opi. Nonostante i tentativi di rianimazione, l'equipe medica arrivata sul posto in elicottero non ha potuto far altro che constatarne il decesso.

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