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IL SINDACO LUCIANO DI LORITO: "INACCETTABILE LA SITUAZIONE DELL'UFFICIO POSTALE A SPOLTORE CAPOLUOGO"

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Era la notte di Halloween, tra il 31 ottobre il primo novembre 2020, quando due rapinatori hanno fatto saltare in aria il bancomat dell'ufficio postale di Spoltore capoluogo: pochi giorni dopo, il 20 novembre, Poste ha attivato una struttura temporanea nelle adiacenze dell'ufficio danneggiato, assicurando che la riapertura della sede tradizionale sarebbe avvenuta "in tempi compatibili con le fasi di progettazione e realizzazione dei lavori necessari" e comunque entro gennaio del 2021.

Ma a distanza di ormai 7 mesi, è ancora tutto come allora. Le persone sono costrette a litigarsi un mattone di cemento per sedersi, il bancomat non è disponibile, l'ufficio mobile di Poste occupa i pochi spazi che erano disponibili per parcheggiare l'auto. Una situazione intollerabile, che il sindaco Luciano Di Lorito considera "da terzo mondo". Dei quattro sportelli abitualmente previsti per quell'ufficio, attualmente ne lavorano solo due: "i disagi sono tanti, perché di fatto la funzionalità dell'ufficio è dimezzata" sottolinea il primo cittadino. "E poi ci sono le misure anti-covid, ovviamente, che già avevano un ruolo nel creare file all'aperto e disagi quando l'ufficio postale funzionava. L'utenza, mediamente molto anziana, è costretta a sopportare all'aperto, al freddo o al caldo, per tempi molto lunghi". Il sindaco conta di ricevere a breve rassicurazioni da Poste Italiane sulla riapertura, altrimenti interesserà della questione il Ministro competente se non addirittura il Presidente della Repubblica. "Credo di aver dimostrato nei miei anni di attività politica e come primo cittadino ogni forma di pazienza, non sono il genere di persona che ama alzare la voce, ma in questo caso la misura è davvero colma. Non è possibile che ad oggi la situazione sia esattamente la stessa dello scorso novembre: non stiamo parlando di ricostruire una città terremotata, ma di un semplice ufficio postale". Il bacino d'utenza interessato dall'ufficio del capoluogo è di circa 6000 persone. "E' grave anche se pensiamo al ruolo che Poste, i suoi uffici e il suo personale, hanno nella campagna vaccinale contro il Covid-19". Infatti attraverso Postamat e tessera sanitaria sarebbe possibile, se ci fosse l'apparecchio, prenotare la somministrazione del vaccino senza rivolgersi agli operatori telefonici o ai portalettere.

"Siamo in Italia, non posso accettare di vedere i miei cittadini aspettare all'aperto con disagi che da cinquant'anni non ci sono neppure nei piccoli paesi del terzo mondo: esigo che Poste chiarisca la situazione e comunichi una tempistica certa sulla soluzione di questo problema".

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