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FRANCESCO PAOLO QUARTA MAGISTRATO E POLITICO PIANELLESE

| di Remo Leonardo
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Remo di Leonardo

Francesco Paolo QUARTA, figlio di Oronzo, fu magistrato e politico, nacque il 5 novembre 1869 a Pianella (Pescara).

     Senatore del Regno d’Italia nella XXX Legislatura il suo mandato durò sino al 27 maggio 1939. Il 2 marzo 1939 fu sciolta la Camera dei deputati e contemporaneamente furono convocati per il 23 marzo il Senato e la Camera dei fasci e delle corporazioni.

     La legislatura, aperta il 23 marzo 1939, fu dichiarata chiusa il 5 agosto 1943.

     Fu l'ultima legislatura del Regno. Seguì il periodo denominato Transizione costituzionale.

     Solo il 5 aprile 1945 fu istituita la Consulta Nazionale, un'assemblea legislativa provvisoria, non elettiva.

     Iscritto al Partito Nazionale fascista dal 1 gennaio 1926 presso il Fascio di Roma “Aldo Sette” anche se, come risulta da un documento del 15 luglio del 1944, “non fu uno squadrista, non partecipò alla marcia su Roma, non fu insignito della sciarpa littorio, non ricoprì cariche nel partito fascista e nella milizia, non partecipò alla cosiddetta Repubblica Sociale Italiana.

     Laureato in giurisprudenza svolse la professione di magistrato.

     Incarichi parlamentari: Commissione dell'educazione nazionale e della cultura popolare, Commissione d'appello dell'Alta Corte di Giustizia.

     Al momento della nomina risulta nobile con il titolo di Conte, ma non per via ereditaria, sposa Eleonora Mascitelli dalla quale avrà quattro figli: Giulia, Maria, Oronzo, Adele. Fratelli: Elisabetta, Cesira, Rosmunda, Robinia, Vincenzo, che era padre di Maria, Giulia, Emilia, Cesira, Maria Elisabetta, Clelia, Oronzo, Robinia, Gabriello, Ugo.

     Fu Consigliere della Corte dei conti (31 dicembre 1923); Presidente di sezione della Corte dei conti (28 aprile 1933); Presidente onorario della Corte dei conti.

     Nel suo corso di parlamentare ricoprì diversi incarichi: Commissione dell'educazione nazionale e della cultura popolare, Commissione d'appello dell'Alta corte di Giustizia.

      Il 07/ 08/ 1944 venne deferito dall’Alta Corte di Giustizia per le Sanzioni contro il Fascismo in quanto, in base al Gruppo di imputazione 6°, facente parte dei "Senatori ritenuti responsabili di aver mantenuto il fascismo e resa possibile la guerra sia coi loro voti, sia con azioni individuali, tra cui la propaganda esercitata fuori e dentro il Senato". Decadenza avvenuta il 22 marzo del 1945 per aver mantenuto il fascismo e reso possibile la guerra, sia con i voti, sia con azioni individuali, fra cui propaganda esercitata dentro e fuori il Senato.

     Francesco Quarta il 13 luglio 1946 produsse l’istanza di revocazione dell’ordinanza di decadenza dalla carica di Senatore ma l’istanza medesima il 24 luglio 1946 fu ritenuta dall’Alta Corte di Giustizia per le sanzioni contro il fascismo, inammissibile perché prodotta dopo la scadenza del termine ultimo fissato nel giorno 11 luglio 1946 dal Decreto Legislativo Presidenziale del 25 giugno 1946 n. 16.

     Il Senatore Quarta fu riammesso in Senato il 09/06/1947 con sentenza delle Sezioni Riunite civili della Corte suprema di Cassazione in base all’accoglimento del ricorso contro l’ordinanza di decadenza emessa dall’ Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo (ACGSF). Ordinanza cassata senza rinvio.

     L’Alta Corte di Giustizia per le sanzioni contro il fascismo (ACGSF) fu un'istituzione straordinaria del Regno d'Italia per giudicare gravi crimini del regime fascista.

     Il tribunale fu istituito nelle zone dell'Italia liberate dal fascismo tra il 1944 e il 1945, durante la luogotenenza di Umberto di Savoia, per perseguire i gerarchi del regime precedente. La corte venne istituita dall'articolo 2 del decreto legislativo luogotenenziale n. 159 del 27 luglio 1944, mentre il suo funzionamento venne determinato dal decreto legislativo luogotenenziale n. 198 del 13 settembre 1944.

     La corte si componeva di un presidente e otto membri nominati dal Consiglio dei ministri tra alti magistrati e personali

     In casi di eccezionale gravità potevano essere deferiti al giudizio dell'alta corte anche persone diverse dai gerarchi fascisti, ma sempre colluse col passato regime. Gli imputati avevano facoltà di presentare memorie difensive e richiedere di essere interrogati. Prima del giudizio, l'Alta corte di giustizia poteva procedere a indagini e ascoltare l'interessato. Durante il dibattimento, l'accusa era sostenuta dall'Alto Commissariato. Le sentenze, le ordinanze e gli altri provvedimenti dell'Alta corte di giustizia erano definitive ed esecutive e non ammettevano alcun tipo di impugnazione.

Componenti l’Alta Corte di Giustizia del 3 agosto 1946: Gr.Uff. Dr. MARONI Lorenzo Presidente, Comm. Dr. MISASI Luigi, Comm. Dr. BORRAGINE Vincenzo, Comm. Dr. CATALDI Pietro, Barone Dr. FASCIOTTI Carlo, Comm. Dr. LAY Guido, Avv. GESSA Antonio, Avv. VIGNOLA Gerardo.

     Elenco dei Senatori giudicati dall’Alta Corte di Giustizia: Giacomo Appiotti, Adriano Alberti, Angelo Menozzi, Luigi Lombardi, Antonio Mosconi, Alessandro Poss, Livio Tovini, Giovanni Romeo Delle Torrazze, Umberto Bucci, Ettore Conti Di Verampio, Gino Ducci, Isaia Levi, Giovanni Milani, Carlo Sigismondi, Gaetano Spiller, Giovanni Treccani Degli Alfieri, Giovanni Perez, Pompeo Aloisi, Carlo Giuseppe Catalano, Bindo Galli, Pier Silverio Leicht, Francesco Sacco, Luigi Burgo, Cristoforo Ferrari, Pier Ruggero Piccio, Giuseppe Cardinali, Pietro Gazzera, Giovanni Attilio Pozzo, Aldo Rossini, Bruto Mancini, Francesco Rota, Giuseppe Rota (223-235),  Giacomo De Martino, Giuseppe Fagiolari, Francesco Guidi, Francesco Boncompagni Ludovisi, Michele Castelli, Paolo Medolaghi, Luigi Montresor, Giulio Alessandrini, Francesco Goggia, Ruggero Santini, Alberto Calza Bini, Giovanni Battista Bibolini, Francesco Quarta, Federico Tesio, Carlo Torlonia, Marco Arturo Vicini.

La corte venne soppressa con decreto legislativo luogotenenziale n. 625 del 5 ottobre 1945 e i procedimenti pendenti vennero conferiti alla Corte d'Assise speciale per i crimini fascisti.

     Come il padre Oronzo Quarta fu insignito di numerosi titoli e onorificenze: Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia 11 giugno 1903, Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia 21 gennaio 1909, Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia 2 luglio 1915, Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia 1° settembre 1921, Gran cordone dell'Ordine della Corona d'Italia 27 ottobre 1935, Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 5 dicembre 1909, Ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 18 gennaio 1920, Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 2 gennaio 1921, Grande ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 3 giugno 1932.    

     Francesco Paolo Quarta muore a Roma il 18 novembre 1963 all’età di 94 anni.

 

SITOBIBLIOGRAFIA:

https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Quarta

https://notes9.senato.it/web/senregno.nsf -

Da Senato della Repubblica, Archivio Storico fascicolo personale Francesco Paolo Quarta. Sito Ufficiale.

 

Remo Leonardo

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