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Pista ciclopedonale sull'ex tracciato ferroviario, "un progetto turistico ma solo se include il fiume"

Per l'assessore Faieta di Moscufo bisogna intervenire anche sull'asse fluviale

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Un progetto lodevole e che in futuro potrebbe dare spazio a tante altre idee, quello relativo alla rivalutazione del tratto dell’ex ferrovia abbandonata tra i comuni di Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Cappelle sul Tavo, ma come, spiega l’assessore all’Ambiente per il Comune di Moscufo, Emanuele Faieta, prima di diventare un progetto per il rilancio turistico del territorio, necessita di alcuni accorgimenti che ne completino la realizzazione.

Importante per esempio è fare un’analisi ambientale ed inserire anche la naturale configurazione del territorio che presenta il fiume al quale bisogno rendere il suo valore sbiadito nel corso degli anni.

L’obiettivo è quello di creare una pista ciclopedonale che colleghi i comuni in modo strategico ed i sindaci interessati Antonio Zaffiri di Collecorvino (capo di questa proposta), Francesco Maragno di Montesilvano, Alberico Ambrosini di Moscufo e Maria Felicia Maiorano Picone di Cappelle sul Tavo hanno già firmato un protocollo quinquennale per attivare un tavolo operativo insieme ai responsabili tecnici e alla presenza dell’assessore regionale Dino Pepe.

Si pensa ad un progetto turistico si, come è stato definito dagli altri sindaci, ma come ha spiegato Faieta, “solo se il recupero dell’ex tracciato ferroviario viene affiancato a quello di rivalutazione dell’asta fluviale si può parlare di un vero e proprio progetto turistico e proprio Antonio Zaffiri s’era fatto promotore della stipula del contratto di fiume; l’asse fluviale del Tavo è inserita in un sito di interesse che però risulta molto inquinato”.

“Dunque - continua l’assessore - perché l’intervento abbia uno scopo anche turistico deve essere integrato ed è evidente che si tratta di un aspetto molto importante per la piena riuscita del progetto, lo si evince già dagli incontri preliminari; perché sia davvero un progetto turistico deve arrivare anche alla riserva naturale di Penne”.

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