Ci sono esperienze che restituiscono significato a gesti semplici: toccare un frutto, ascoltare chi conosce la terra, raccogliere insieme, sedersi a tavola dopo aver condiviso un lavoro. È accaduto sabato 17 ottobre 2026 a Giuliano Teatino, dove l’associazione Essere Oltre ETS, nell’ambito del percorso “Il Cammino di Essere Oltre – Un viaggio tra le olive”, ha promosso una giornata dedicata all’incontro tra persone, natura e cultura del territorio.
L’evento è stato organizzato dalla presidente Assunta Di Basilico, dalla vicepresidente Claudia Morelli, dal vicetesoriere Leonardo Razzi e dalla segretaria Roberta Alberti, con la collaborazione di Elvira Carmentano e Manuela Silverii Monti.
Tra gli olivi, la raccolta è diventata un laboratorio educativo all’aperto. Osservare, fare domande, riconoscere le differenze tra i frutti e collaborare intorno alle reti ha permesso di riscoprire un legame che nella quotidianità rischia di diventare sempre più distante: quello tra l’essere umano e l’ambiente di cui fa parte.
L’iniziativa nasce da un’intenzione precisa dell’associazione: affiancare alla diffusione della cultura e delle arti esperienze capaci di coltivare sensibilità ambientale, consapevolezza emotiva e qualità delle relazioni. Tornare all’umano significa anche recuperare occasioni nelle quali il corpo, i sensi e l’incontro possano partecipare pienamente alla conoscenza.
La natura si conosce attraverso l’esperienza
In una quotidianità attraversata dagli schermi, dalle immagini costruite e dagli ambienti generati anche attraverso l’intelligenza artificiale, diventa prezioso custodire lo spazio dell’esperienza diretta. Un paesaggio può essere riprodotto con grande precisione; conoscerlo richiede anche il tempo di attraversarlo, sentirne i profumi, osservare la luce, accorgersi del terreno sotto i piedi.
Per le nuove generazioni, soprattutto dove mancano occasioni frequenti di vita all’aperto, queste possibilità meritano di essere costruite e rese accessibili. La familiarità con gli strumenti digitali può convivere con una conoscenza ancora limitata dei cicli naturali. Offrire esperienze concrete permette di alimentare curiosità e domande, senza dare per scontato ciò che ciascuno ha avuto l’opportunità di conoscere.
Perché alcune foglie cambiano colore? Perché cadono, mentre altre restano sull’albero? Come si riconosce una pianta che ha bisogno d’acqua? Perché alcune specie fioriscono in autunno?
Sono domande che aprono percorsi di osservazione. Il mutamento dei colori, la caduta delle foglie nelle specie decidue, la permanenza del fogliame nell’olivo sempreverde e le diverse fioriture raccontano strategie e ritmi differenti della vita vegetale. Imparare a notarli significa sviluppare attenzione verso ciò che cambia intorno a noi.
Il valore pedagogico dell’immersione nella natura comincia proprio qui: nell’imparare a vedere. L’attenzione diventa premessa della conoscenza e della responsabilità, perché è più facile prendersi cura di ciò che si è imparato a riconoscere.
Dalla terra al frutto dal frutto all’olio
Durante la giornata, l’olivo è diventato il centro di un percorso di scoperta: le caratteristiche dell’albero, le differenze tra le olive, i colori e le dimensioni dei frutti, la raccolta e il processo che conduce alla produzione dell’olio.
Seguire questo passaggio permette di restituire profondità a un alimento quotidiano. Prima della bottiglia ci sono un terreno, una pianta, le condizioni delle stagioni, il lavoro agricolo, la raccolta e la trasformazione al frantoio. L’olio, spesso definito “oro verde”, acquista così un valore che comprende il sapore e il profumo, ma anche il tempo, la competenza e la cura necessari per ottenerlo.
Dal punto di vista educativo, ricostruire la relazione tra origine e prodotto aiuta a comprendere le interdipendenze. Il cibo diventa leggibile nella sua storia: qualcuno lo ha coltivato, raccolto, trasformato e portato sulla tavola.
Anche il percorso dell’olivo offre uno spunto per riflettere sulla crescita umana. Ogni trasformazione si sviluppa nel tempo e in relazione alle condizioni che la accompagnano. Osservarla invita a riconoscere il valore dell’attesa, della continuità e della cura.
Intorno alle reti imparare a essere comunità
Uno degli aspetti più significativi dell’esperienza è stato il lavoro condiviso. Intorno agli alberi e alle reti, ciascuno ha contribuito a una parte dell’attività, partecipando a un risultato comune.
La collaborazione ha assunto una forma concreta: coordinare i gesti, prestare attenzione agli altri, rendersi disponibili, riconoscere il contributo di chi era accanto. Sono occasioni nelle quali la relazione si costruisce facendo qualcosa insieme.
In termini pedagogici, il laboratorio ha offerto uno spazio di apprendimento esperienziale: l’azione, accompagnata dalle spiegazioni e dal confronto, ha consentito di collegare conoscenze, sensazioni e significati. Toccare le olive, osservarle e raccoglierle ha reso la scoperta partecipata.
A questa dimensione si sono intrecciati momenti di vicinanza, sorrisi e sguardi condivisi. Anche il simbolismo dell’olivo, legato alla pace, ha trovato espressione nell’esperienza del gruppo e nei gesti realizzati con le sue foglie. La natura è diventata un linguaggio attraverso il quale dare forma a un sentimento di unione.
Il convivio come educazione al valore del cibo
Il pranzo condiviso all’aperto ha proseguito il percorso della mattinata. Dopo il lavoro, sedersi insieme sotto gli alberi ha dato un significato particolare all’incontro: gli occhi si sono cercati, i sorrisi hanno accompagnato il dialogo e le pietanze sono diventate occasione di scoperta e memoria.
Il convivio possiede un valore educativo perché rende visibili l’ospitalità, la reciprocità e l’appartenenza. Intorno alla tavola si condividono racconti, si ascoltano esperienze e si riconosce il tempo che altri hanno dedicato alla preparazione del pasto.
Assaporare i prodotti dopo aver vissuto il contesto da cui provengono invita inoltre a mangiare con maggiore attenzione. Il gusto si collega alla conoscenza degli ingredienti, delle lavorazioni e delle persone che li producono.
Restituire valore al cibo significa riconoscerlo come nutrimento e patrimonio culturale, ma anche come risultato di risorse e lavoro. È una consapevolezza che può educare al rispetto, alla gratitudine e a una maggiore attenzione agli sprechi.
L’accoglienza di Giuliano Teatino e i prodotti del territorio
La giornata è stata resa possibile anche dall’accoglienza delle realtà locali, che hanno condiviso prodotti, disponibilità e conoscenze.
Essere Oltre ETS rivolge un ringraziamento al Bar Marini’s di Giuliano Teatino, che ha accolto i partecipanti al mattino con una colazione particolarmente apprezzata; al Frantoio L’Opera di Firmiani Domenico, legato al percorso di conoscenza della trasformazione delle olive in olio; e a D’Alessandro, per le confetture assaporate in abbinamento ai formaggi, accompagnato dal buon vino della cantina Giuliano Teatino.
Il ringraziamento si estende agli agricoltori, ai produttori e a tutte le persone che hanno contribuito all’ospitalità e alla condivisione della giornata.
L’incontro con le produzioni locali e a chilometro zero ha dato concretezza a un altro obiettivo dell’associazione: far conoscere il territorio attraverso chi lo abita e lo coltiva. Per i più giovani, avvicinarsi ai produttori significa poter collegare un alimento a un luogo, a una storia e a un sapere.
Valorizzare il territorio richiede anche questo lavoro di trasmissione: creare occasioni nelle quali le conoscenze possano essere raccontate, osservate e sperimentate.
Un cammino che educa all’attenzione
L’esperienza tra gli olivi esprime la direzione che Essere Oltre ETS intende continuare a coltivare: proporre incontri nei quali ambiente, cultura, emozioni e relazioni si sostengano reciprocamente.
Una giornata in campagna può offrire occasioni per esercitare l’ascolto, osservare con maggiore cura e comprendere il valore della collaborazione. La sua forza educativa cresce quando ciò che è stato vissuto diventa una domanda da portare nella quotidianità: quanto ci accorgiamo delle persone, degli esseri viventi e delle trasformazioni che ci circondano?
A Giuliano Teatino, il viaggio tra le olive ha restituito spazio a questa attenzione. Dalla raccolta al convivio, il filo dell’esperienza è stato il riconoscimento del valore: della terra, del lavoro, del cibo e della presenza dell’altro.
Tra le reti distese e la tavola condivisa, Essere Oltre ha coltivato anche questo: la possibilità di sentirsi parte della natura e, attraverso di essa, più vicini gli uni agli altri.
Dott.ssa Assunta Di Basilico
Presidente Associazione Essere Oltre
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