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Antichi mulini sul fiume Tavo. Il mulino del Convento di Santa Chiara di Penne ed il barone Castiglione

| di Alessandro Morelli
| Categoria: Storia
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Camillo Minieri Riccio (Napoli 1813-1882) riporta nella sua opera Biblioteca Storico-Topografica degli Abruzzi composta sulla propria collezione, Pe' tipi di Vincenzo Priggiobba Napoli (1862), una Memoria dal titolo “S.R.M.” in latino di otto pagine, senza numerazione, indirizzata chiaramente al Re dalle monache clarisse del Monastero a proposito di una sentenza tra le medesime claustrali ed il barone D. Agostino Castiglione di antica famiglia lombarda in Abruzzo. Nel 1620 Camillo Castiglione ottenne il titolo di Barone di Elice.  Un altro mulino sul fiume Fino era posseduto dalla famiglia fino al XIX secolo nel territorio dell’Università di Elice.

La controversia aveva ad oggetto un mulino sul fiume Tavo, acquistato dal Monastero fin dal 1299 insieme ad altri territori per entrarne in possesso nel 1327.

Il mulino aveva due macine. Il barone Castiglione di Penne possedeva a monte un altro mulino dotato inizialmente di una sola macina. Accadeva spesso che sorgessero liti per l’utilizzo delle acque.

I mulini sfruttavano la ricchezza di acqua nella stagione invernale, erano dotati di ruota lignea orizzontale con pale a superficie concava di facile costruzione e facilmente riparabili.

Camillo Minieri Riccio riporta che “l’acqua essendo sufficiente ad alimentare i due molini non era per il passato sorta quistione alcuna tra il Monastero ed il barone. Ma avendo costui aggiunta una novella macina e l’acqua non essendo più bastevole nella stagione estiva ad alimentarne quattro, le Monache ricorrono alla giustizia sovrana per vedere rispettato il loro antico diritto (…)”.

Lo storico napoletano, tra i fondatori della Società napoletana di Storia patria, definisce la memoria “rarissima, curiosa e piena di notizie”. Dalla lettura di antichi documenti inediti si ricavano notizie riguardanti il territorio dell'antica provincia di Abruzzo Ultra, di Penne, del francescanesimo in Abruzzo del XIII secolo e dell’importanza dell’acqua che ha permesso lo sviluppo di mulini per macinare il grano, frantoi, gualchiere, colorifici e di una importante cartiera a Loreto Aprutino.

Alessandro Morelli

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