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Il contributo del famoso giurista abruzzese Giuseppe de Thomasis allo sviluppo del territorio di Badessa

| di Alessandro Morelli
| Categoria: Storia
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Il 10 aprile del 1811 a Chieti, ad opera del «Cavaliere Giuseppe De Thomasis Relatore al Consiglio di Stato e Commissario del Re per la Divisione de' Demani» fu redatto l'accordo fra il Comune ed i cittadini di Badessa per la ripartizione delle terre demaniali in base alla legge del 3 dicembre 1806. L’importante documento, conservato presso l’Archivio di Stato di Teramo, permette di svolgere una indagine più approfondita sulla vita amministrativa della comunità agli inizi dell’Ottocento; inoltre per gli appassionati dei mulini storici d’Abruzzo, lo studio permette di studiare gli opifici anche in base ai toponimi presenti nel manoscritto, per illustrare l’evoluzione di un territorio storico nella sua completezza dal punto di vista fisico, antropico ed economico.

Nel 1744 arrivarono a Pianella 18 famiglie albanesi provenienti da Lukove e Piqueras, collocate in precedenza a Bacucco (Arsita). Successivamente, agli inizi dell’Ottocento, la colonia badessana contava circa 200 persone.

L’avvocato Giuseppe de Thomasis, illuminista, (nato nel 1767 a Montenerodomo-Napoli, 1830) studiò a Napoli; dopo i fatti del 1799 tornò per un breve periodo in Abruzzo. Il 22 ottobre 1809 venne nominato commissario ripartitore dei beni demaniali e feudali degli Abruzzi per la profonda competenza in quel settore del diritto. Nel Decennio francese fece accesso alle principali cariche dell’amministrazione e della magistratura con evidenti capacità riformatrici anche nell’ottica della divisione tra giustizia ordinaria ed amministrativa. Nel 1813 sposò Lucia Gomez Paloma (Gaeta, 1793-Napoli, 1858), giovane ventenne, figlia del marchese Enrico, di origine spagnola, comandante a Mola di Gaeta. Lucia si dedicò al marito, alla politica ed alle letture, una figura non secondaria del “primo Risorgimento”, fu letterata e custode di una importante biblioteca aperta a tanti personaggi importanti del tempo. Costretti a trasferirsi per un periodo a Firenze, i de Thomasis conobbero Gino Capponi.

 Si riporta la trascrizione integrale dell’atto di ripartizione delle terre demaniali con l’indicazione nominativa dei beneficiari del Comune di Badessa:

 

Provincia di Teramo

Il Comune di Badessa

Ripartizione di Terre tra i Cittadini

Gioacchino Napoleone Re delle Due Sicilie, Principe, e Grande Ammiraglio dell’Impero Francese.

Il Commissario Giuseppe de Thomasis relatore al Consiglio di Stato, Commessario del Re per la Divisione dei Demanj.

Viste le carte, ed i processi verbali verbali rimessi dal Direttore Todesco sulla ripartizione delle terre demaniali tra i cittadini del Comune di Badessa, fatte per richieste, precedentemente misura e classificazione delle terre medesime, lo stabilimento del canone, il sorteggio, ed ogni altro atto necessario,

Ordina, e dichiara

  1. Le terre ripartite tra i cittadini del Comune di Badessa nelle contrade denominate Colle di Belvedere, Felicione, Fonte Picano, Molino nuovo di Pianella, Piano di Pantano, alias Coccia, della Nora, e Colle di Belvedere, e del Molino vecchio di Pianella, e Nora, in tutto della quantità di tomoli sessanta, trequarti, ed una misura e mezza, restano concedute a perpetuità ai sottoscritti partecipanti col peso dell’annuo canone rispettivamente imposto, pagabile nel mese di agosto di ogni anno: ben inteso che: potranno i concessionarj in ogni tempo affrancare i loro canoni alla ragione del cinque per cento à termini dell’articolo 36 del Real Decreto dè 3 dicembre 1806.
  2. Resta vietato a detti concessionarj di vendere, o ipotecare le suddette terre per lo spazio di dieci anni, decorrenti dalla data di oggi: e questa proibizione deve aver luogo, ancorchè il reddito in detto tempo sia stato riequiparato.
  3. Niun creditore per qualunque titolo potrà sperimentare e far valer la sua azione di credito sulle dette terre né per i debiti, che i partecipanti si trovassero aver contratto prima del presente provvedimento, né per quelli, che contrassero fra dieci anni, da oggi infrascritto giorno. Potranno però i creditori sperimentare le loro ragioni sopra i frutti delle medesime à termini dell’articolo 31 del citato Decreto.
  4. Avrà luogo la devoluzione di dette terre in beneficio del Comune nel solo caso del reddito non pagato per un triennio; e la concessione del fondo devoluto si farà ad altro concessionario, à termini dell’articolo 32 e 33 del detto Real Decreto.
  5. Copia del presente provvedimento verrà letta in pubblico Decurionato a tutti i concessionarj, i quali sottoscriveranno in segno della loro accettazione, e le loro firme saranno chiuse da quelle del Sindaco, e Decurioni.
  6. Il ruolo così formato è dichiarato esecutivo. Nel medesimo però sarà riportato non solo il nome e cognome di ciascun partecipante, ma anche la quota delle terre che gli sarà spettata colle indicazioni della contrada e del canone.

Fatto in Chieti oggi lì 10 Aprile 1811

G. de Thomasis

 

Ordiniamo e comandiamo a tutti gli uscieri, che ne saranno richiesti à porre in esecuzione il presente provvedimento: a tutti i Procuratori Generali, à Procuratori presso i Tribunali di 1a istanza a darvi mano; ai Comandanti ed Uffiziali della forza pubblica a darvi mano armata, allorchè ne saranno legalmente richiesti.

 

 

(…) i Concessionarj delle terre sono i seguenti:

 

  1. Maria vedova di Lazzaro
  2. Martino Gione
  3. Costantino Miilio
  4. Cesare Spiro
  5. Giovanni di Lazzaro
  6. Nestore Zuppa
  7. Costantino Spiro
  8. Giorgio Gione Dimia
  9. Diamante Costa
  10. Vincenzo Blasii
  11. Attanasio Costa Duca
  12. Zaccaria Vlasii
  13. Giovanni d’Andrea
  14. Gicca Gione
  15. Domenico Corsi
  16. Michele Gicca Pali
  17. Michele Dima

 

 

  1.  Costantino Zuppa
  2.  Do… di Lazzaro
  3. Spiridione di Martino
  4. Caterina di Giovanni Pali
  5. Domenico Zacco
  6. Giovanni Attanasio
  7. Matteo d’Alesio
  8. Regio Demanio
  9. Giorgio Blasii
  10. Spiridione de Micheli
  11. Contessa Dimia
  12. Attanasio Pali
  13. Silvestro de Micheli
  14. Giovanni Blasj
  15. Attanasio di Silvestro Costa
  16. Lazzaro d’Andrea
  17. Attanasio de MIcheli

 

 

 

G. de Thomasis

 

 

 

 

 

Bibliografia

 

Morelli Vittorio, Villa Badessa degli Abruzzi, colonia albanese del XVIII secolo, aspetti storici, antropologici, linguistici e religiosi, Penne, 2014, pp.26-27.

De Thomasis Giuseppe, Introduzione allo studio del diritto pubblico e privato del Regno di Napoli opera postuma del cav. G. de Thomasis, Napoli, Tip. nella Pietà dei Turchini, 1831.

Grilli Egidio, Giuseppe de Thomasis la vita e le opere, Roma, Stab. tip. della Tribuna, 1900.

Santoro Domenico, Il salotto di donna Lucia de Thomasis a Napoli, Chieti, 1906.

Costantini Beniamino, Il fondatore di Ateleta: Giuseppe de Thomasis, in La Rivista abruzzese di Scienze, Lettere ed Arti, a.32.(1917), pp. 400-404.

Imbriani Vittorio, Alessandro Poerio a Venezia lettere e documenti del 1848,


Il 10 aprile del 1811 a Chieti, ad opera del «Cavaliere Giuseppe De Thomasis Relatore al Consiglio di Stato e Commissario del Re per la Divisione de' Demani» fu redatto l'accordo fra il Comune ed i cittadini di Badessa per la ripartizione delle terre demaniali in base alla legge del 3 dicembre 1806. L’importante documento, conservato presso l’Archivio di Stato di Teramo, permette di svolgere una indagine più approfondita sulla vita amministrativa della comunità agli inizi dell’Ottocento; inoltre per gli appassionati dei mulini storici d’Abruzzo, lo studio permette di studiare gli opifici anche in base ai toponimi presenti nel manoscritto, per illustrare l’evoluzione di un territorio storico nella sua completezza dal punto di vista fisico, antropico ed economico.

Nel 1744 arrivarono a Pianella 18 famiglie albanesi provenienti da Lukove e Piqueras, collocate in precedenza a Bacucco (Arsita). Successivamente, agli inizi dell’Ottocento, la colonia badessana contava circa 200 persone.

L’avvocato Giuseppe de Thomasis, illuminista, (nato nel 1767 a Montenerodomo-Napoli, 1830) studiò a Napoli; dopo i fatti del 1799 tornò per un breve periodo in Abruzzo. Il 22 ottobre 1809 venne nominato commissario ripartitore dei beni demaniali e feudali degli Abruzzi per la profonda competenza in quel settore del diritto. Nel Decennio francese fece accesso alle principali cariche dell’amministrazione e della magistratura con evidenti capacità riformatrici anche nell’ottica della divisione tra giustizia ordinaria ed amministrativa. Nel 1813 sposò Lucia Gomez Paloma (Gaeta, 1793-Napoli, 1858), giovane ventenne, figlia del marchese Enrico, di origine spagnola, comandante a Mola di Gaeta. Lucia si dedicò al marito, alla politica ed alle letture, una figura non secondaria del “primo Risorgimento”, fu letterata e custode di una importante biblioteca aperta a tanti personaggi importanti del tempo. Costretti a trasferirsi per un periodo a Firenze, i de Thomasis conobbero Gino Capponi.

 Si riporta la trascrizione integrale dell’atto di ripartizione delle terre demaniali con l’indicazione nominativa dei beneficiari del Comune di Badessa:

 

Provincia di Teramo

Il Comune di Badessa

Ripartizione di Terre tra i Cittadini

Gioacchino Napoleone Re delle Due Sicilie, Principe, e Grande Ammiraglio dell’Impero Francese.

Il Commissario Giuseppe de Thomasis relatore al Consiglio di Stato, Commessario del Re per la Divisione dei Demanj.

Viste le carte, ed i processi verbali verbali rimessi dal Direttore Todesco sulla ripartizione delle terre demaniali tra i cittadini del Comune di Badessa, fatte per richieste, precedentemente misura e classificazione delle terre medesime, lo stabilimento del canone, il sorteggio, ed ogni altro atto necessario,

Ordina, e dichiara

  1. Le terre ripartite tra i cittadini del Comune di Badessa nelle contrade denominate Colle di Belvedere, Felicione, Fonte Picano, Molino nuovo di Pianella, Piano di Pantano, alias Coccia, della Nora, e Colle di Belvedere, e del Molino vecchio di Pianella, e Nora, in tutto della quantità di tomoli sessanta, trequarti, ed una misura e mezza, restano concedute a perpetuità ai sottoscritti partecipanti col peso dell’annuo canone rispettivamente imposto, pagabile nel mese di agosto di ogni anno: ben inteso che: potranno i concessionarj in ogni tempo affrancare i loro canoni alla ragione del cinque per cento à termini dell’articolo 36 del Real Decreto dè 3 dicembre 1806.
  2. Resta vietato a detti concessionarj di vendere, o ipotecare le suddette terre per lo spazio di dieci anni, decorrenti dalla data di oggi: e questa proibizione deve aver luogo, ancorchè il reddito in detto tempo sia stato riequiparato.
  3. Niun creditore per qualunque titolo potrà sperimentare e far valer la sua azione di credito sulle dette terre né per i debiti, che i partecipanti si trovassero aver contratto prima del presente provvedimento, né per quelli, che contrassero fra dieci anni, da oggi infrascritto giorno. Potranno però i creditori sperimentare le loro ragioni sopra i frutti delle medesime à termini dell’articolo 31 del citato Decreto.
  4. Avrà luogo la devoluzione di dette terre in beneficio del Comune nel solo caso del reddito non pagato per un triennio; e la concessione del fondo devoluto si farà ad altro concessionario, à termini dell’articolo 32 e 33 del detto Real Decreto.
  5. Copia del presente provvedimento verrà letta in pubblico Decurionato a tutti i concessionarj, i quali sottoscriveranno in segno della loro accettazione, e le loro firme saranno chiuse da quelle del Sindaco, e Decurioni.
  6. Il ruolo così formato è dichiarato esecutivo. Nel medesimo però sarà riportato non solo il nome e cognome di ciascun partecipante, ma anche la quota delle terre che gli sarà spettata colle indicazioni della contrada e del canone.

Fatto in Chieti oggi lì 10 Aprile 1811

G. de Thomasis

 

Ordiniamo e comandiamo a tutti gli uscieri, che ne saranno richiesti à porre in esecuzione il presente provvedimento: a tutti i Procuratori Generali, à Procuratori presso i Tribunali di 1a istanza a darvi mano; ai Comandanti ed Uffiziali della forza pubblica a darvi mano armata, allorchè ne saranno legalmente richiesti.

 

 

(…) i Concessionarj delle terre sono i seguenti:

 

  1. Maria vedova di Lazzaro
  2. Martino Gione
  3. Costantino Miilio
  4. Cesare Spiro
  5. Giovanni di Lazzaro
  6. Nestore Zuppa
  7. Costantino Spiro
  8. Giorgio Gione Dimia
  9. Diamante Costa
  10. Vincenzo Blasii
  11. Attanasio Costa Duca
  12. Zaccaria Vlasii
  13. Giovanni d’Andrea
  14. Gicca Gione
  15. Domenico Corsi
  16. Michele Gicca Pali
  17. Michele Dima

 

 

  1.  Costantino Zuppa
  2.  Do… di Lazzaro
  3. Spiridione di Martino
  4. Caterina di Giovanni Pali
  5. Domenico Zacco
  6. Giovanni Attanasio
  7. Matteo d’Alesio
  8. Regio Demanio
  9. Giorgio Blasii
  10. Spiridione de Micheli
  11. Contessa Dimia
  12. Attanasio Pali
  13. Silvestro de Micheli
  14. Giovanni Blasj
  15. Attanasio di Silvestro Costa
  16. Lazzaro d’Andrea
  17. Attanasio de MIcheli

 

 

 

G. de Thomasis

 

 

 

 

 

Bibliografia

 

Morelli Vittorio, Villa Badessa degli Abruzzi, colonia albanese del XVIII secolo, aspetti storici, antropologici, linguistici e religiosi, Penne, 2014, pp.26-27.

De Thomasis Giuseppe, Introduzione allo studio del diritto pubblico e privato del Regno di Napoli opera postuma del cav. G. de Thomasis, Napoli, Tip. nella Pietà dei Turchini, 1831.

Grilli Egidio, Giuseppe de Thomasis la vita e le opere, Roma, Stab. tip. della Tribuna, 1900.

Santoro Domenico, Il salotto di donna Lucia de Thomasis a Napoli, Chieti, 1906.

Costantini Beniamino, Il fondatore di Ateleta: Giuseppe de Thomasis, in La Rivista abruzzese di Scienze, Lettere ed Arti, a.32.(1917), pp. 400-404.

Imbriani Vittorio, Alessandro Poerio a Venezia lettere e documenti del 1848,

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