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Alla scoperta dei piatti della tradizione abruzzese nella sagra “PIPINDUNE E OVE” a Collecorvino

Scopriamo le curiosità di “Maccarune alla trescatora”, “Pimmadore e chicumbre”, “Pallotte cace e ove”.

| di Franco Evangelista
| Categoria: Territorio | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Si stà svolgendo in questi giorni a Collecorvino la tipica sagra “PIPINDUNE E OVE” che sta attraendo numerosi turisti presenti in Abruzzo per trascorrere le loro vacanze. Quale miglior occasione per conoscere il territorio dell’entroterra ed assaporare quelle pietanze uniche e ricche di tradizioni e storie che si perdono nel tempo?

Colline d’Oro vuole far conoscere questi aspetti, nascondi dietro nomi del dialetto abruzzese.

- MACCARUNE DELLA TRESCATORA: E’ un primo che, nei tempi in cui la trebbiatura del grano veniva fatta nell’aia di ogni casale, era il piatto principale a base di pasta. Trattasi infatti di bucatini conditi con un sugo di pomodoro e carne di anatra. Quest’ultima infatti viene inizialmente rosolata in padella insieme alle interiora per poi essere uniti al sugo e continuare lentamente la cottura.

- PIMMADORE E CHICUMBRE: E’ un contorno formato da pomodoro tagliato a pezzi e da pezzi di TORTARELLI che gli abruzzesi chiamano chicumbre. Gustati crudi, conditi solo con olio extravergine di oliva e sale.

Il Tortarello e’ una particolare varietà di melone, utilizzato come ortaggio. E’ molto ricco di acqua e possiede proprietà rinfrescanti e depurative che facilitano le funzioni urinarie. Si raccoglie in estate ancora immaturo e si consuma fresco alla stessa maniera del cetriolo, senza togliere la buccia. E’ un prodotto coltivato nel versante adriatico dell’Italia meridionale, in particolare in Abruzzo, Molise e Puglia. Si tratta di un ortaggio poco conosciuto al di fuori delle aree di produzione, coltivato prevalentemente su scala familiare, che rischia di scomparire. IL Tortarello abruzzese è di colore verde chiaro, lungo dai 45 agli 80 cm. Presenta un aspetto ritorto, in particolare nella parte terminale del frutto. La buccia, non tomentosa, presenta scanalature longitudinali. I frutti si raccolgono, ancora immaturi, solitamente quando raggiungono i 40-50 cm. E’ una pianta facile da coltivare, a rapido accrescimento, vigorosa e molto produttiva. In Abruzzo è coltivato soprattutto sulla costa, lungo le vallate dei fiumi e nella medio-bassa collina.

- PALLOTTE CACE E OVE: Polpette con uova e formaggi. Una volta era una pietanza povera fatta nelle case dei pastori abruzzesi per utilizzare gli avanzi delle caciotte. Rappresentano l’emblema di una cucina semplice, basata su ingredienti poveri. Un piatto in cui  si fa addirittura a meno della carne, rimpiazzandola con pane raffermo e pecorino. Ricetta nata sui monti Abruzzesi, quando, durante la seconda guerra mondiale gli americani (secondo alcune versioni) unirono il loro bacon al pecorino ed alle uova per condire la pasta.

Le polpette vanno brevemente fritte in abbondante olio di oliva per poi unirle ad un sugo di pomodoro e basilico per completarne la cottura. Assorbendo la salsa le pallotte diventeranno gonfie e spugnose.

Intanto nel centro storico di Collecorvino la sagra giunge oggi alla terza serata, continuando fino al giorno 13 Agosto, ad essere allietata da balli di gruppo, esibizione di artisti e divertimento per i più piccoli.

Nei prossimi giorni torneremo sull’argomento facendo conoscere ulteriori piatti abruzzesi facenti parte del menù della sagra.

Franco Evangelista

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