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Un piatto delle zone collinari, preparato con olio di oliva nuovo, "gli spaghetti alla Trappitara"

| di Mariagrazia Controguerra
| Categoria: Enogastronomia | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Quello degli "spaghetti alla Trappitara" e' un piatto tradizionale antico, tipico delle zone collinari e pedamontane dell'Abruzzo, che si prepara con l'olio di oliva nuovo appena fatto: veniva offerto ai contadini che portavano le olive al frantoio (LU TRAPPETE), mentre attendevano il proprio turno per la spremitura del loro raccolto.

L'olio extravergine, "che non subisce alcun trattamento chimico", abruzzese e' ricco di profumi e sapori diversi a seconda del territorio e del tipo di olive.

In Abruzzo ci sono più di 30 varietà di ulivi, dalla zona costiera fino a quelle pedimontane, conservate dalla tradizione agricola.

Le più rinomate varietà di olive abruzzesi sono: l'Intosso, Gentile, Cucco, Crognalegno,Olivo Nebbia, Olivastro, Toccolana, Dritta e Torciglione.

Ogni zona ha la sua tipica produzione di olive, dalle mie parti famoso è il triangolo d'oro pescarese, formato dalle floride colline di Loreto-Pianella-Moscufo.


RICETTA per 4 persone:

400gr spaghetti, 80 gr di alici sotto sale,2 spicchi di aglio,10 peperoni dolci secchi e rossi(fuffijllun),2 pizzichi di peperone dolce in polvere e a piacere peperoncino piccante fresco o sott'olio, prezzemolo, olio, sale q.b.

PROCEDIMENTO:

in una larga padella far rosolare olio extravergine novello, l'aglio tagliato a pezzi grossi e i peperoni secchi. Appena i peperoni si tostano (attenzione a non farli annerire poichè prendono un sapore amaro) toglierli dal fuoco e farli raffeddare (così diventano croccanti).

Aggiungere all'olio le alici precedentemente deliscati e sciacquati e fatti a pezzi con le mani, il peperone dolce in polvere e un mestolo di acqua per fermare la cottura. Aggiungere infine il prezzemolo fresco tritato. Cuocere gli spaghetti in acqua bollente e salata, scolarli e versarli direttamente nella padella della salsa precedentemente preparata e mantecarli per qualche minuto, poi sbriciolarci sopra i peperoni secchi tostati. Ricordo ancora nonna che quando istruiva mamma alla preparazione di questo piatto, le suggeriva di non essere parsimoniosa con l'olio, perchè gli spaghetti alla trappitara andavano cotti con l'olio non con l'acqua.

(In foto sono gli uliveti che si estendono da Moscufo a Villa S. Maria di Spoltore).

Mariagrazia Controguerra

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