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Omicidio Neri: proseguono le indagini, intanto si attende l'esito dell'autopsia

si indaga anche nei tabulati telefonici, non si esclude la pista estera

| di Redazione
| Categoria: Cronaca
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Senza sosta la procura continua ad indagare sull’omicidio del giovane Alessandro. Chi ha ucciso il giovane di Spoltore, e soprattutto perché?

Le indagini si sviluppano su più punti, il primo dei quali è l’autopsia coordinata dal dottor Cristian D’Ovidio, attesa per la giornata dierna.

Ma altre informazioni gli inquirenti le hanno recepite dall’analisi dell’area di ritrovamento del cadavere del giovane. Alessandro quasi sicuramente conosceva il suo carnefice, e molto probabilmente l’atto è avvenuto nello stesso luogo del ritrovamento.

Il nucleo operativo cinofilo ha rinvenuto il corpo di Alessandro nella sterpaglia, con le gambe bagnate dal torrente. E’ stato il telefonino a condurre gli inquirenti in quell’area. Dal cellulare adesso si cerca di ricostruire le ultime ore di vita del ragazzo, sapendo che si sono perse le sue tracce dal pomeriggio di lunedì 5 marzo.

I carabinieri del nucleo investigativo, diretti dal Maggiore Massimiliano Di Pietro sono tornati nell’area del torrente Vallelunga , con gli specialisti della scientifica e gli uomini die RIS di Roma. Una Scarpa  e tracce di pneumatici, questo quello che è stato rinvenuto. Nel frattempo, coordinati dal Comandante Antonio Di Mauro, sono stati coinvolti specialisti subacquei al fine di setacciare il torrente alla ricerca del bussolotto che ha ucciso Alessandro, al momento non ancora rinvenuto.

Le indagini proseguono poi  lavorando su altri indizi che potrebbero dare sviluppi, come ad esempio il fatto che al momento del ritrovamento del cadavere non vi era traccia del portafogli, contenente soprattutto documenti, carte di credito e bancomat.

Si indaga allo stesso modo sulla vettura ritrovata in centro, con il sedile anteriore lato guida tirato troppo in avanti, e completamente lavata e pulita.

Nessuna traccia neanche dal PC analizzato dagli investigatori,  dove è emerso che il ragazzo si occupava saltuariamente di compravendita di oggetti pregiati di valore, ma nessun caso è da considerare anomalo.

Gli amici, i famigliari adesso devo dare agli inquirenti altri indizi al fine di risolvere un caso al momento che non presenta movente.

Alessandro era un bravo ragazzo, con molti amici e la passione per il Pescara Calcio.  Un ragazzo come tanti con alle spalle una famiglia benestante: il padre disegnatore e commerciante di gioielli, la madre di origini Venezuelane, figlia di Gaetano Lamaletto che negli anni 50 emigrò in Venezuela, rientrando in Italia solamente negli anni ’90, mettendo su la tenuta e casa vinicola “ il feuduccio”.

Redazione

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