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Le conseguenze della chiusura del viadotto Cerrano dell'autostrada A14

Migliaia di Tir e automezzi dirottati sulla statale 16

| di Carlo Di Francesco - Pianella -
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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La gravissima situazione delle migliaia di Tir e automezzi dirottati forzatamente dall'autostrada A14 sulla statale 16 nel tratto Città S.Angelo -Pineto, sembra un brutto sogno, invece è una brutta realtà non più sopportabile non solo dai residenti, ma anche da tutti quelli che attraversano quella zona e per l'immagine di tutto l'abruzzo.

Al di la delle varie responsabilità dei gestori, delle autorità, dei magistrati e di tutte le parti in causa, io penso che si impone a tutti noi una riflessione complessiva sulle scelte politiche ed economiche dei nostri governanti a partire dagli anni '60 e '70 in poi.

In quegli anni si costruirono le autostrade a spese dello Stato, cioè di noi contribuenti, per favorire esplicitamente lo sviluppo del trasporto su gomma di merci e persone, invece di preferire quello su rotaia o via mare, affidando in gestione le autostrade alle società private, convinti che il privato era più efficiente,affidabile e capace dello Stato. I gestori privati dopo aver incassato gli utili dei pedaggi e pagato allo Stato un canone, dovevano provvedere alle manutenzioni e alla sicurezza come stabilito dal contratto di concessione.

Il risultato di quelle scelte sbagliate e dei controlli obbligatori da parte dello Stato, "addomesticati", purtroppo lo vediamo solo oggi, mi sembra superfluo precisare chi ci ha guadagnato fino ad oggi se lo Stato oppure i grandi gruppi privati.

Negli ultimi anni ci hanno informato che alle industrie di oggi non conviene fare più magazzino e che le merci in deposito si trovano dentro quei lunghi Tir, infatti, abbiamo visto quando i Tir si sono fermati per sciopero o altro per un solo giorno, la produzione nella catena di montaggio dell'industria automobilistica si è fermata per una settimana.

In conclusione, se a tutti conviene il cosiddetto "Just in time"(appena in tempo) e tutti vogliamo che i pacchi ordinati su Internet  arrivino dopo due giorni, purtroppo il risultato è questo.

Pianella 23 gennaio 2020      Carlo Di Francesco -Pianella -  

Carlo Di Francesco - Pianella -

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