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la nuova centrale di conversione dell’energia elettrica di CEPAGATTI non ha la certificazione di conformità perché nessuno è competente a rilasciarla

| di Antonio Di Pasquale
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Con nota/pec del 02 dicembre 2019 ricevuta di buon’ora alle 08:35 (All. 1) il Dirigente Arch. Gianluigi NOCCO del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ex Direzione Generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali Divisione II – Sistemi di Valutazione Ambientale, in risposta alla richiesta fatta dal corrente studio tecnico due giorni prima dell’inaugurazione (13.11.2019 All. 2) certifica di non avere nei propri atti la certificazione di verifica di conformità delle opere al progetto autorizzato, sulla base delle vigenti normative di settore per quanto attiene il progetto di Interconnessione Italia – Montenegro ed opere annesse e connesse. Non è passato neanche un mese dall’inaugurazione della nuova centrale di conversione dell’energia elettrica di CEPAGATTI (PE), appartenente al progetto di Interconnessione Italia – Montenegro, inaugurazione in pompa magna presieduta dalle massime autorità pubbliche dello Stato, relegando, di contro, “come delle sardine in scatola” i residenti e non, dissidenti manifestanti, in un ghetto approntato ad hoc con i mezzi mobili della Polizia di Stato, che si conferma la mancanza di certificazione di conformità al progetto autorizzato della tanto decantata intera opera “di pubblica utilità”.

Il Decreto Interministeriale di Autorizzazione dell’Interconnessione Italia - Montenegro n. 239/EL- 189/148/2011 del 28.07.2011 all’art. 4 comma 7 recita: “Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare provvede alla verifica della conformità delle opere al progetto autorizzato, sulla base delle vigenti normative di settore”.

Malgrado il citato comma attribuisca al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in perfetto italiano, l’onere e la relativa competenza in merito alla verifica e rilascio della certificazione di conformità, il suddetto Dicastero declina la propria competenza attribuendo la stessa in capo al Ministero dello Sviluppo Economico ed alla Direzione Generale per i rifiuti e l’inquinamento, in qualità di autorità competenti per l’autorizzazione della suddetta opera.

Si da il caso però che alla richiesta di pubblicazione della suddetta certificazione, al Ministero dello Sviluppo Economico, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anche per quanto attiene la messa in esercizio (gennaio 2016) dell’elettrodotto “Villanova – Gissi” in ottemperanza all’art. 4 comma 8 del Decreto Interministeriale di autorizzazione n. 239/EL-195/180/2013 del 15 gennaio 2013 che parimenti recita: Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare provvede alla verifica della conformità delle opere al progetto autorizzato, sulla base delle vigenti normative di settore; - Il Ministero dello Sviluppo economico che oggi viene chiamato in causa dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare quale Dicastero competente, con nota/PEC prot. n. 2310 del 31.01.2017 (All 3) ha dichiarato: Per quanto riguarda, infine, la verifica della conformità delle opere al progetto autorizzato, si segnala che alla stessa provvede, ai sensi del sopracitato articolo 1-sexies del decreto legge n. 239/2003, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; - Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con nota/PEC prot. n. 11247 del 02.12.2016 (All. 4) ha dichiarato: Alla verifica della conformità delle opere al progetto autorizzato (Decr. 239/195/180/2013 provvede il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare ai sensi dell’art. 1 sexies comma 1 del D.L 239/2003; - Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare non ha mai risposto. Una cosa è certa che mentre tutti e tre i Dicasteri: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Ministero dello Sviluppo Economico nonchè Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; si dichiarano non competenti, sono stati “messi in esercizio”, senza il rilascio delle certificazioni di conformità al progetto autorizzato pertanto, in violazione dei rispettivi Decreti Interministeriali di Autorizzazione e delle vigenti Leggi in materia, sia l’elettrodotto VILLANOVA – GISSI (gennaio 2016) che L’IINTERCONNESSIONE ITALIA – MONTENEGRO (15.11.2019) con dispendio, in quest’ultima, di risorse pubbliche ed utilizzando il Presidente della Repubblica per celare le gravi omissioni/illegalità più volte denunciate. Ad onor del vero bisogna comunque osservare che le suddette certificazioni, all’attualità, solo un matto potrebbe rilasciarle/sottoscriverle incorrendo nel reato di falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale assunto che sia l’elettrodotto Villanova – Gissi che l’Interconnessione Italia – Montenegro sono stati oggettivamente realizzati, come più volte detto e denunciato, in violazione dei rispettivi decreti interministeriali di autorizzazione, delle vigenti Leggi in materia e dei diritti in capo alla singola persona ed all’intera Collettività. Come si può difronte a simili incongruenze rimanere normali e/o indifferenti?

p.s. “Si conferma che ALL'INCOMPETENZA, senza ombra di dubbio, NON C'E' LIMITE”.

Antonio Di Pasquale

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