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IL TEMPO PASSA E I MESTIERI CAMBIANO

La sveglia umana, lu vuttaru, il cantastorie, il lattaio, pin's boy, il ramaio

| di Mariacristina Salini
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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IL TEMPO PASSA E I MESTIERI CAMBIANO

 

Mestieri scomparsi

 

Se la “sveglia” è umana!

Tornando indietro nel tempo quando gli orologi non esistevano per svegliarsi al mattino chi provvedeva? La “sveglia umana”. Dalla seconda metà dell’800 esisteva questo mestiere “. Era una persona in carne e ossa che si aggirava per le case con bastoni per fare rumore alla porta (a volte anche con cerbottane)… e quando non erano riusciti ad approvvigionarsi con bastoni l’unica cosa da poter fare era urlare fino a quando il lavoro poteva dirsi finito ossia se scendeva dal letto o compiva un qualsiasi cenno  di approvazione. Il ramaio era colui che dopo aver comprato fogli di rame li lavorava a caldo per dare varie forme: il rame non era una merce per tutti (perché costoso) a volte era in dote alla sposa; invece con i vimini si realizzavano ceste, molto importanti per trasportare qualsiasi oggetto (si mettevano nell’acqua, poi fatti asciugare e il colore scuro era dato dalla bollitura e tutto ciò si imparava da piccoli).  Mentre Il maniscalco ferrava i cavalli (copertura con piastre di ferro) e, se serviva, doveva appianare gli zoccoli e realizzare delle lastre su misura.

 

U vuttaru!

Dopo l’uso dei giacigli con pelli di animali e fogliame secco.. verso la fine dell’800 si cominciavano a vedere i primi materassi che avendo la lana all’interno necessitava di cardatura (ossia lavaggio della lana) e, allora,  interveniva la materassaia. “U vuttaru” era colui che dopo aver disposto delle listarelle di legno creava delle botti per contenere liquori o vini pregiati. C’era chi interveniva nel riparare carrozze, carretti come il ” Carradore”: un mestiere abbastanza impegnativo in quanto dovevi essere un po’ fabbro un po’ falegname e possedere qualità come precisione. Il carro può essere collocato nell’olimpo delle attrezzature, in quanto usato in quasi tutte le stagionalità e ricorrenze, nel trasportare il grano, nel pulire le strade, nel trasportare legna o il concime.

 

 

Pin’s boy

Altri mestieri scomparsi: conciapelle, tagliatori di ghiaccio, acquaiola, fanghera, conducente di tronchi, identificatore di aerei. Da menzionare anche il raccoglitore di birilli nella sale da bowling: “pin’s boy”. Quando arrivava il “Cantastorie” però era tutta un’altra musica… si fermavano le  persone adulte e i bambini poiché era una vero e proprio “incantatore” ; tramandava con le sue parole episodi di letteratura del passato, gesta di eroi..e arnesi del mestiere erano cartelloni con raffigurazioni per far comprendere a tutti ciò che andava raccontando. C’era anche chi portava il latte: dopo aver attaccato due contenitori colmi ad una bicicletta si recava nelle singole case riempiendo i recipienti che erano stati messi, sapientemente,  sull’uscio dagli abitanti delle case. E i lampioni chi li accendeva? Il lampionaio. Lampioni ad olio o quelli a gas erano compagni di ventura… e dovevano essere spenti e accesi (con aste che avevano sulla punta una sostanza infiammabile) ad orari prestabiliti: con il calar della notte cominciava il coprifuoco!

 

Mariacristina Salini

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