Rimani sempre aggiornato sulle notizie di collinedoro.net
Diventa nostro Fan su Facebook!

Santa Maria del “Lucus” a Moscufo: un nome avvolto nel mistero

| di la redazione
| Categoria: Storia
STAMPA

Una chiesa appartata e taciturna Santa Maria del Lago a Moscufo: edificata alla metà del XII secolo probabilmente su una preesistente costruzione, rappresenta uno scrigno dalla struttura semplice che al suo interno, però, nasconde gioielli inestimabili come i famosi “amboni” d’Abruzzo.

C’è un altro aspetto però, che colpisce di questa chiesa e non si tratta di un elemento strutturale, bensì della particolare denominazione. In molti potrebbero erroneamente pensare che sia collocata nei pressi di un lago visto il nome, ma non è cosi.

Da un lato esso sembra in effetti rimandare ad antiche leggende secondo le quali una tale “Signora del lago” appariva ai viaggiatori che percorrevano le piacevoli strade immerse tra gli uliveti di cui è ricco il territorio, però non ci sono particolari elementi che colleghino la chiesa all'acqua.

L’origine del suo nome è legata, infatti, alla presenza di un lucus, che vuol dire appunto bosco; questo termine latino nel corso dei secoli è stato deformato infatti: da 'lucus' si è arrivati impropriamente alla parola 'lacus', cioè lago. Sembrerebbe, dunque, più corretto ai più di parlare di Santa Maria del Bosco.

Proprio lo scrittore Umberto Cordier sulla Guida ai luoghi misteriosi d'Italia fa il nome di questa località, perché davanti alla chiesa di Santa Maria del Lago si trova una particolare vasca che la leggenda attribuiva ai giganti, i Paladini, che avevano costruito le fortificazioni ciclopiche abruzzesi. 

Stupisce in effetti l’enorme catino in pietra situato di fronte alla struttura che sembra fosse, originariamente, usato per la vendemmia, ma non vengono citati elementi che lo colleghino direttamente al nome. Nella sua semplicità questo elemento non presenta simboli né iscrizioni, e non è stato in alcun modo impreziosito.

Di queste vasche ne sarebbero state ritrovate parecchie sparse sul territorio abruzzese (in provincia di Chieti e L'Aquila soprattutto). Non è escluso, però, che tali vasche fossero usate per rituali, anche se la loro origine, in alcuni casi, rimane oscura.

 

la redazione

Contatti

redazione@collinedoro.net
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK