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Pianella da riscoprire La storia dell'antica famiglia Pardi amministratori, militari e religiosi

| di Alessandro Morelli
| Categoria: Storia
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  Lo scopo  della ricerca è quello di indagare sulla provenienza di questa antica famiglia. La ricerca genealogica  offre uno strumento utile a comprendere e contestualizzare le diverse fonti. L'identificazione dell'edificio sulla base di elementi proprietari e demografici è fondamentale per cercare di recuperare la storia dell'antico nucleo abitato di Pianella per leggere la Città attraverso gli edifici,  studiando le trasformazioni avvenute nel corso  tempo.

 Presente a Pianella fin dagli inizi del secolo XVIII, vanta diversi personaggi del mondo militare, civile e religioso. Possedeva una casa turrita nella Via del Torrione e diversi appezzamenti di terreno. Nella storia manoscritta di Pianella di Alterisio Lizza (XIX sec.) si legge:

            «Famiglia divisa in due rami di considerazione, e di possidenza doviziosa. Ha fondato due        cappelle di diritto padronato uno nella Chiesa Collegiale di S. Antonio Abbate sotto il titolo             dell'Addolorata, e l'altra in quella del Carmine sotto l'invocazione del Crocifisso con sepolcri gentilizi. Ha imparentato colla famiglia Avelloni di Nocera, e Chiavisj Bruni di Napoli. Ha         dato nella persona di D. Pietro Paolo un regio Governatore delle Doganelle negli Abruzzi, in    quella di D. Girolamo un Capitano di Cavalleria, in quella di D. Giuseppe un Abbate             dell'ordine celestino. Dottori in Legge e Canonici».

 

  Nel 1718 si incontra  Felice Pardi nato nel 1683, il quale nel 1746 era coniugato con seconde nozze con Irene Avellone di anni 19, abitava in una casa di più membri nel Rione di S. Salvatore con i figli Pietropaolo, dottore, Girolamo, chierico, Alessandro ed Eufrasia, il fratello Cesare, sacerdote, e servi, mulattieri e garzoni; possedeva due case nel quartiere del Ss. Salvatore affittate ed una in S. Domenico, terreni, uliveti e vigneti in c/da del Rigo e Fonte Prigliano (182 tomoli), Fonte Cupolo, Via Piana, della Nunziata, Collecchio, S. Lucia con fornace da cuocere mattoni, delle Ruelle, Fonte di Cecco, Fonte della Noce, S. Nicola, Fonte Giambattista, Pratelle, un cavallo da sella, un cavallo da imbasto, centoventotto pecore date a censo, sedici pecore date a soccida, undici scrofe da corpo, sedici vacche, tre giumente da corpo, venti capre date a censo ad Oraziantonio Granchelli, un bue aratorio dato ad estaglio.

 Giuseppe Pardi di Sulmona possedeva nel 1745 terreni in c/da del Giardino. Nel 1763 incontriamo D. Alessandro ed il dottore  D. Pietropaolo Pardi nel rogito del notaio Luca de Deo.

Filippo Maria Pardi, camerlengo, presenzia il parlamento cittadino il 19 dicembre 1800.  Nel 1802 e nel 1804 è registrato camerlengo del Comune di Pianella. Pietro Pardi, figlio di Filippo e Rosa Bruno, muore l'11 maggio 1818.

 Secondo una stima del 1785 ca, redatta dal perito Fulgenzio di Luzio, don Cesare e Felice Pardi possedevano un tomolo e una coppa di terreno in contrada S. Lucia con fornace per fare mattoni; inoltre terreni in contrada dell'Annunziata, del Carmine, Fonte della Noce, della Fontanella, della Via Piana, del Rio e Fonte Prigliano, di Fonte Cupoli, Valle Vecchia, Collecchio, in dominio di Moscufo. Filippo Pardi  possedeva terreni in c/da Garofalo, Pagliarone, Fonte Prigliano, Fonte Marchegiani, S. Lucia, una casa di venticinque membri nella Strada di Ss. Salvatore con giardino, un'altra casa di cinque vani.

 Nel 1839 troviamo Giovanni e Giambattista Pardi in due cause di conciliazione contro residenti. La famiglia possedeva terreni in c/da del Cavone, Vicenne Sud.

 

La casa palaziata sita nella discesa finale del Torrione, ora demolita, nel cosidetto Rione del Macello.

Un personaggio della famiglia degno di nota fu Ferdinando Pardi, ufficiale maggiore e comandante in capo della piazza di Civitella del Tronto nel 1806, conobbe il  colonnello Matteo Wade e resistette nel forte che stava per cadere in potere del generale francese Andrea Masséna (Nizza 1758-Parigi 1817); dicesi abbia proposto gli articoli della capitolazione del forte (a.1806, 21 maggio); fatto prigioniero insieme ad altri militari, fu inviato in Francia nelle prigioni di Sisteron in Provenza, da dove tornò nel 1815 in Italia. Nel 1820 era domiciliato in Teramo. Fu aiutante maggiore in Teramo per l’esercito borbonico. Nel 1822 figurava tenente del Reale esercito, sotto Ferdinando I, alla piazza di Civitella del Tronto insieme a D. Diego de Casas e  D. Bernardo Porta. Inserito da Camillo Minieri Riccio (1862) tra gli uomini illustri nella Biblioteca storico topografica degli Abruzzi, morì nel 1825.

Angelo Maria Pardi, suo figlio, fu aiutante maggiore dei Granatieri della Guardia Reale borbonica, tenente appartenente al 2° reggimento granatieri “Regina Fanteria” nel 1824.

 Il 4 marzo 1868 nella casa di abitazione posta nella Strada del Torrione morì Anna Maria Pardi, nubile,di anni 73, proprietaria, figlia di Ferdinando e  Maria Filippa Orsolini.

Il 21 luglio 1879 nacque Giovanni Silvestro Antonio Pardi da  Vincenzo e Rosaria Cipriani; il musicante  della Banda di Pianella Luigi Acciarini di anni 33 fu presente come testimone nel giorno della registrazione.

Giovanni sposò il 26 settembre 1906 Eleonora Ricci (nata a Pianella l'8 aprile 1878), e morì a Pescara il 14 novembre 1961 (in foto la partecipazione di nozze, Coll. privata).

Vincenzo Pardi, possidente,  risulta testimone nell'atto di nascita della figlia del medico chirurgo Alessandro Cortellini (residente in Via di Pallade n. ventisei). Il 29 gennaio 1898 nella casa posta in Via Meridionale n. 20 morì Donato Vincenzo Ferdinando Pardi (nato a Pianella nel 1846, possidente,  di anni cinquantuno, del fu Giovambattista  e da Rosa Bocaletti), vedovo della signora Rosaria Cipriani,  e marito della signora Corisca di Filippo.

Pardi Maria nata a Chieti il 12 luglio 1912, Pardi Vincenzo nato a Chieti il 9 novembre 1917 e Pardi Vincenzo j. nato a Chieti il 7 febbraio 1921 testimoniano il legame della famiglia con la vicina città di Chieti.

  Il 2 giugno del 1959 morì a Pianella Pardi Maria Giuseppa.

  Nel 1960 risultavano ancora proprietari di un appezzamento di terreno in Piana S. Rocco (sotto il Torrione) e della casa palaziata in oggetto

Il pittore Luigi Novigno, già sindaco di Pianella, dipinse nel 1960 la casa della famiglia Pardi, visibile  attraverso una vecchia foto a colori del quadro (ph. V. Morelli).

  Da testimonianze orali si hanno notizie del palazzo in stato di abbandono negli anni '60, con lo stesso archivio di famiglia in stato di degrado. La successiva frana in Via Meridionale in località Fosso Cavone  sancì il colpo di grazia all'antico immobile, oggi scomparso.

 

Alessandro Morelli

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