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Pianella: L'omicidio di Maria Nicola Pieragostino, correva l'anno 1892

| di Geremia Mancini "Ambasciatori della fame"
| Categoria: Storia
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Correva l’anno 1892 .. Nell’area Vestina da diversi mesi si aggirava un banda di malfattori. I componenti della stessa avevano attaccato casolari isolati di campagna e derubato e malmenato i proprietari. L’Arma dei Carabinieri, pur dando loro la caccia, non era riuscita ancora a catturarli. Abili e spietati avevano continuato a terrorizzare la popolazione. La sera del 26 settembre del 1892, era un sabato, i banditi, erano in sei, accerchiarono la casa di Luigi Di Girolamo in contrada “La Grotta” di Pianella. La famiglia Di Girolamo, a quell’ora, era tranquillamente intorno al tavolo per consumare la cena. Il ripetuto latrato del loro cane indusse Vincenzo, il figlio maggiore, ad uscire per vedere cosa stesse accadendo. Ma fatti pochi passi Vincenzo fu colpito alla testa da una violentissima bastonata. Stramazzato al suolo e ridotto all’impotenza l’uomo i delinquenti fecero irruzione, armati, nell’abitazione. Una volta dentro intimarono ai presenti di stare fermi altrimenti li avrebbero uccisi. Poi legarono, ad uno ad uno, tutti con una fune. La povera Maria Nicola (1*), moglie di Luigi, terrorizzata cominciò ad urlare e chiedere aiuto. I malfattori, temendo che gli abitanti di un vicino casolare potessero udirla, presero a colpirla ferocemente con il calcio dei propri fucili. La colpirono con inaudita violenza tanto da ucciderla. Poi, con cinica freddezza, rubarono gli oggetti d’oro, il denaro e tutta la biancheria. Infine si dileguarono. La notizia dell’efferato delitto giunse immediatamente alla locale caserma dei Carabinieri. Ora si era davvero passato il segno. Il Maresciallo Nicola D’Onofrio radunò nell’immediato tutta la sua forza: il brigadiere Luigi Bratti, il brigadiere Giovan Battista ARINI e i carabinieri Lodovico Faricelli, Giovanni Galeotti, Carlo Ingaini, Terenzio Pagnini, Felice Di Pasqua, Giacomo Di Primio, Secondo Batolini, Bonafede Pennacchietti e Paolo Prandi. Questo piccolo esercito di Carabinieri si mise subito all’opera. L’abilità investigativa del maresciallo D’Onofrio fu decisiva. Grazie ad interrogatori, testimonianze e alcune, utilissime, “delazioni” di confidenti dell’Arma fu chiara la pista da seguire. Dopo pochissimi giorni, ottenute prove inoppugnabili, i militi riuscirono a consegnare alla giustizia uno ad uno i colpevoli del delitto. Restituendo così calma e serenità alla intera popolazione. Ai Carabinieri, per la loro encomiabile azione, andò il meritato encomio.


(1*) Maria Nicola PIERAGOSTINO era nata a Pianella, il 19 novembre del 1821, da Antonio (quarantatreenne “contadino”) e Anna Domenica D’AMBROSIO (ventottenne). L’atto di nascita fu registrato dinanzi all’allora sindaco Gennaro Cortellini.

Geremia Mancini "Ambasciatori della fame"

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