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L'omicidio di Adelaide Ranghelli di Spoltore, correva l'anno 1892

| di Geremia Mancini
| Categoria: Storia
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Era il 15 settembre del 1892 quando a Spoltore, in contrada Pescarina, nell’abitazione di Stefano Tiberii fu rinvenuto il cadavere di sua moglie Adelaide Ranghelli. La povera donna era stata barbaramente trucidata a colpi di rasoio.

Furono immediatamente avvisati i Carabinieri della locale stazione dell’Arma. Il primo ad arrivare sul luogo del delitto fu il brigadiere Francesco Taccheri. Quest’ultimo poté constatare che dall’abitazione erano spariti alcuni risparmi e vari oggetti d’oro. Il tutto per un ammontare che fu stimato essere di lire 290 (attualmente circa 1.192 euro). Come riportato da una rivista dell’Arma “ma tutto essendo avvolto nel mistero nessuna traccia si aveva sugli autori di sì efferato delitto che ben a ragione aveva destato grave sgomento nei vicini casolari”. Gli abitanti dell’intero circondario furono interrogati nella speranza di ottenere qualche utile indizio. All’inizio nulla sembrò emergere. Ma il bravo ed arguto brigadiere Taccheri* non si diede per vinto. Affiancato da altri militi dell’Arma e persistendo nella investigazione venne a conoscenza della misteriosa comparsa di un individuo che, in maniera sospetta, era stato visto aggirarsi in quei dintorni. Chi era questa persona ? Nessuno sembrava conoscerlo. Il brigadiere capì che questo individuo doveva essere assai pericoloso e che forse vi era paura nel fare il suo nome. La sua insistenza, alla fine, ebbe ragione di ogni timore (utile fu anche la collaborazione della Guardia Municipale Antonio Nicolai). Riuscì ad identificarlo come un noto e pericolosissimo pregiudicato proveniente dalla vicina Castellammare Adriatico. A questo punto determinante fu l’intervento del maresciallo Nicola D’Onofrio.

I carabinieri dopo vari appostamenti e con grande cautela riuscirono a circondare l’abitazione del malvivente. Fecero irruzione nell’abitazione e bloccato il presunto assassino procedettero a perquisire l’abitazione. Furono ritrovati il denaro e gli oggetti d’oro appartenenti alla povera vittima. Il reo fu immediatamente tradotto in carcere e naturalmente denunciato all’autorità giudiziaria. La Corte d’assise di Teramo con sentenza emessa il 13 luglio del 1893 lo condannò all’ergastolo. Giustizia fu fatta. 
Chi era la povera vittima ?
Adelaide Ranghelli era nata a Spoltore il 23 marzo del 1828 da Carlo e Teresa Tiberii. Aveva poi sposato Stefano Tiberii.

*Da notare che il brigadiere Francesco Taccheri (affiancato dal carabiniere Serafino Ciannavei) in occasione dell’inondazione, avvenuta tra 15 e 16 novembre1888 che segnò la gente di Pescara e della intera vicina pianura, seppe guadagnarsi un “encomio” con questa motivazione: “ furono all'istante sul luogo del disastro, unendosi al lavoro dei cittadini. Essi diedero prove di singolare sentimento di filantropia e di coraggio, affrontando i maggiori pericoli”.

Geremia Mancini

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