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Il vecchio tratto ferroviario Pescara- Penne

| di Redazione
| Categoria: Storia
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Era il il 22 settembre 1929 quando fu inaugurata la tratta ferroviaria che collegava la città di Pescara a Penne, principale cittadina dell’entroterra, a monte della vallata del fiume Tavo; la linea ferroviaria era gestita dalla F.E.A. ( Ferrovie Elettriche Abruzzesi).

Vi era all’epoca una forte necessità di collegare gli abitanti delle colline pescaresi alle città marine di  Pescara e Montesilvano.  Per questo motivo, la provincia di Teramo, in cui facevano parte la maggior parte dei paesi attraversati dalla tratta ferroviaria, lavorava al progetto dal 1908 ma il primo conflitto mondiale ne causò l’improvvisa interruzione. L’opera fu terminata solamente nel ’29, dal regime fascista.

Giacomo Acerbo in persona, loretese di nascita,  all’epoca ministro delle politiche agricole, ebbe l’onore di inaugurare la tratta ferroviaria, che era composto da 18 stazioni:  Penne, Casale, Loreto – Collatuccio, C.da Galliano, Pianella, Collecorvino, Renzetti, Moscufo, Valle Molino, Valloreo, Cappelle, Villa Carmine, Montesilvano Colle, Montesilvano Spiaggia, Santa Filomena, Pescara Centrale  e Pescara Porto.

Riportando il tracciato sulle strade moderne, possiamo dire che il treno, effettuava un percorso che affiancava l’attuale SR 151 ( Vallata del Tavo), la SP4 bis ( strada sotto Cappelle), Via Vestina a Montesilvano ( conosciuta come Chilometro lanciato), la S.S. 16 Adriatica, per poi finire la corsa sul lungo mare in zona Madonnina del Porto.

Il “trenino”, come veniva chiamato abitualmente, fu in attività per ben 34 anni, con interruzioni di servizio solamente nel periodo della seconda guerra mondiale a causa di bombardamenti ripetuti che danneggiarono gran parte dei binari. In particolare si ricorda il bombardamento al convoglio, nel 1943, ad opera dell’esercito inglese, che colpì il mezzo  prima dell’ingresso della galleria “Collatuccio” a Loreto. Tale bombardamento causò la morte del Capotreno e di molti passeggeri a bordo.

Terminata la guerra, il tratto ferroviario fu ripristinato al pieno delle proprie capacità, ma dagli anni ’50 la F.E.A, iniziò ad avere seri squilibri di bilancio, fino a quando l’8 luglio 1955 il tribunale di Roma la dichiarò fallita. A quel punto subentrò una Gestione Commissariale Governativa , che prese in man il controllo aziendale, garantendo esclusivamente la gestione ordinaria.

L’avvento della motorizzazione di massa avvenuto negli anni ’60 segnò la fine del “Trenino”: il governo centrale decise di puntare sul miglioramento del tratto stradale, e dal 1963 sostituì la ferrovia con un servizio di autolinee  che fu inaugurato il 20 giugno 1963, il giorno prima, 19 giugno, il trenino fece la sua ultima corsa.

Oggi, basta percorrere la S.R. 151 per poter ammirare quel che resta della vecchia tratta ferroviaria, in particolar modo ancora presenti le stazioni, alcune anche restaurate e riportate a nuovo ( come quella di Moscufo).

Il trenino non solo ha lasciato segni tangibili sul territorio, ma ha anche impresso il ricordo nel linguaggio comune  per la geo localizzazione di alcuni luoghi ad esempio “ Moscufo Stazione”, “Collecorvino Stazione”,  dove per indicare un determinato luogo si utilizza ancora il sostantivo che identifica la fermata ferroviaria, nonostante ormai da  55 anni queste non sono più in essere.

Il tracciato ferroviario, privo oggi dei binari, è ancora ben visibile in diversi punti, , e vanno a costituire veri e propri “ tratturi” che le amministrazioni comunali, stanno pensando e progettando di rivalorizzare trasformandole in piste ciclabili.

 

 

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